mercoledì 23 luglio 2014

STRADE ROMANE: VILLA PAMPHILI

                                                
ANNA FRANK ( Francoforte sul  Meno, 1929- Bergen Belsen, 1945) . Dopo l’ascesa dei nazisti al potere, la famiglia Frank lasciò la Germania e si rifugiò ad Amsterdam . Dopo l’occupazione  tedesca dell’ Olanda i Frank  vissero nascosti sino al 1944, quando scoperti dai tedeschi, furono inviati nei campi di concentramento , prima ad Auschwitz, dove morì la madre di Anna, Edith, e poi nel lager di Bergen-Belsen, dove Anna e la sorella Margot morirono di tifo. Il suo Diario , celebre per la sua profondità introspettiva e per la sua grande umanità, dei due anni vissuti in clandestinità,  fu pubblicato per la prima volta nel 1947.
                                                                       
                                                                             

                                                       
ADA MARCHESINI GOBETTI  ( Torino 1902 – Torino 1968). Insegnante, traduttrice, giornalista  . Fu la moglie di Piero Gobetti,  fondatore della rivista “ La rivoluzione liberale,  costretto per il suo radicale antifascismo ad emigrare a Parigi nel 1926,  e morto nello stesso anno per le conseguenze subite, quando era ancora in Italia,  da una brutale e vile  aggressione fascista.  Ancora prima della caduta del fascismo  nel 1943, Ada Gobetti aderì al movimento  clandestino “Giustizia e Libertà “ (GL ) e fu una delle fondatrici del Partito d’ Azione nel 1942.  Durante la Resistenza svolse numerose incarichi sino a diventare commissario politico di una formazione partigiana di GL operante in Piemonte e particolarmente  nella Val di Susa ( Valsusa in piemontese e Val Susa in occitano,...) , raggiungendo il grado di maggiore.  Dopo la liberazione le fu assegnata la medaglia d’argento della resistenza e fu nominata vice sindaco di Torino. Negli anni cinquanta e sessanta si interessò soprattutto di pedagogia e fu, tra l’altro,   una delle fondatrici della rivista “ Educazione democratica”.
                                                                     

                                                    
ANNA MARIA MOZZONI ( Rescaldina, Milano, 1837-Milano, 1920) . Collaborò giovanissima  al giornale repubblicano la “Roma del popolo “ su richiesta dello stesso  Giuseppe Mazzini. Nel 1888 fondò la “Lega promotrice degli interessi femminili” . Reduce da un matrimonio fallimentare si impegnò sempre più in favore dell’emancipazione femminile . Pur non perdendo il contatto con il partito repubblicano  mazziniano, si spostò sempre più su posizioni socialiste.  Durante la prima guerra mondiale fu favorevole, ispirandosi a una tematica democratica/risorgimentale, all’entrata in guerra dell’ Italia  contro gli Imperi Centrali.
 

                                                       
ANNA KULISCIOFF ( Moskaja, Cherson, 1857- Milano, 1925) .  Nata in Russia fu dapprima anarchica e compagna di Andrea Costa  e poi si spostò su posizioni socialdemocratiche divenendo la compagna di Filippo Turati , con cui fondò la rivista “Critica Sociale” . Nel 1898, durante i “moti per il pane” fu arrestata e condannata a due anni di prigione. Si batté con energia per i diritti civili delle donne, soprattutto per le operaie , e nel 1911 fondò il giornale “ La difesa delle lavoratrici”.  Si oppose , nel 1915,  all’ intervento dell’Italia, nella I guerra mondiale e  fu contraria, nel 1921,  alla scissione  dei comunisti  dal partito socialista . Protestò energicamente  contro l’assassinio di Matteotti nel 1924.
 
ARTEMISIA GENTILESCHI (1597-1652) ,  pittrice nata a Roma nel  1597 e morta a Napoli nel 1652. Figlia e allieva di suo padre, il noto pittore, Orazio Gentileschi. Nel 1611, appena diciassettenne fu violentata dal pittore Agostino  Tassi. Nel 1612  suscitando un grande scandalo,  sostenne vittoriosamente davanti al tribunale la causa per lo stupro  subito.  La sua fama di pittrice e di continuatrice dell’opera del padre fu grande e lavorò su commissione  di tutti i più grandi sovrani d’Europa. 
Nota: La sua espressione alquanto arrabbiata dovrebbe far pensare allo stato d’ animo di Artemisia  quando dipinse il quadro "Giuditta che decapita   Oloferne" , in cui  il tiranno ha molto probabilmente  il volto di Agostino Tassi .

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