lunedì 2 maggio 2011

ANARCHICINI: LA RIVOLUZIONE SESSUALE 2; DAGLI ANNI TRENTA AGLI ANNI SESSANTA E SETTANTA. DEL XX SECOLO E PRIMO DECENNIO DEL XXI.

                                                                     
COPERTINE DELLA RIVISTA  "GENERACION CONSCIENTE "

Guardando su Internet alcune delle  tre copertine della rivista “Generacion consciente” (fig. 1)  mi è venuta la voglia di riprodurne , a modo mio, almeno una,  tratta dalla copertina di  GENERACION CONSCIENTE  del numero di gennaio 1928, che per quanto mi risulta è stata l’ultima prima di cambiare nome in ESTUDIOS. REVISTA ECCLETICA
Più o meno nello stesso periodo, in cui Wilhelm Reich sviluppava la concezione di una sessuo-politica rivoluzionaria – SexPol - , con l’appoggio , in verità, non troppo convinto, del Partito Comunista Tedesco (KPD) , in Spagna un gruppo di militanti anarco-sindacalisti della CNT , tra cui medici come ISAAC PUENTE (cfr. post  lCONFEDERACION NACIONAL DE TRABAJO), AMPARO POCH GASTON  ( cfr. post  MUJERES LIBRES 1 e 2), FELIX MARTI IBANEZ (cfr. post LA RIVOLUZIONE SOCIALE 1)    e tanti altri.  avviarono un progetto di rivoluzione sessuale, che si espresse sia praticamente  con consultori  , sia  teoricamente sulla  rivista  -GENERACION CONSCIENTE, dal 1923 al 1928, anno in cui cambiò poi nome, per motivi di censura ,  durante la dittatura di Primo de Rivera, in ESTUDIOS REVISTA ECCLETICA (1928-1936) .
                                                                         


Tra le tante belle copertine di Estudios  ho scelto quella dell' aprile 1931,  il cui sfondo stranamente col mio scanner è diventata da giallo a rosa , mi sembra che rappresenti  un prete che sovrasta  un bambinetto bendato con intenzioni  assai poco amorevoli.   La nudità del bambino, oltre che la sua innocenza, potrebbe far pensare anche al tentativo da parte dell’adulto di una violenza, o se non altro di molestie  sessuali.  Oggi tali  atti si raggruppano solitamente sotto il termine “pedofilia” . Personalmente mi dispiace il coinvolgimento del termine  philia”, che nell’antichità, per quanto ne so,  rappresentava un  mutuo e benevolo  “legame affettivo tra due esseri umani”  per un rapporto, che , lungi dall’essere reciproco,  implica una  unilaterale ignominiosa e violenta  sopraffazione di un adulto su un  bambino.  Quest’immagine mi ha ispirato la seguente scenetta:  
                                                                 
 
La rivista, che si indirizzava, in particolare,    alla classe operaia trattò numerosi temi quali il nudismo, l’educazione sessuale,  il neomaltusianesimo,  la pedagogia razionale,  l’igienismo, il femminismo, l’antirazzismo, l’arte, la filosofia, l’alimentazione naturale,  il vegetarianismo,  Durante la rivoluzione  spagnola (1936-1939) numerose furono in questo campi anche  le "riforme sessuali” realizzate sia a livello legislativo  e sia attraverso associazioni, fuori dalle istituzioni, come per esempio, le “mujeres libres” (cfr. post  MUJERES LIBRES 1 E 2 ).
                                                               
FEMMINISTE ANNI ' 60 E '70
 
Un altro importante e determinante contributo alla  “rivoluzione sessuale” è stato dato, negli anni sessanta e settanta, dalle lotte  femministe  per la liberazione e per i diritti delle donne e in particolare per il diritto dell’autodeterminazione del proprio corpo, esplose, più o meno, simultaneamente negli  Stati Uniti e in Europa  ( Inghilterra,, Olanda, Svezia,, Danimarca, Germania, Francia e Italia  .  Non potendo ripercorrere qui, data la estrema complessità  e varietà dei contenuti teorici  espressi dal movimento  femminista , o forse più precisamente  dai  movimenti femministi,   tutti uniti, comunque, da uno spiccato spirito antiautoritario , mi limiterò soltanto  ad accennare al contesto italiano e in particolare a uno solo dei gruppi , allora operanti  : “ Rivolta femminile “, fondata da CARLA LONZI, CARLA ACCARDI, ELVIRA BANOTTI, le cui teorie, mi sembravano , allora, tra le più “libertarie” e, per più aspetti, affini alle mie. (cfr. brano)  
Brano da commentare :  “ … La donna come soggetto non rifiuta l’uomo come soggetto, ma lo rifiuta come ruolo assoluto. Nella vita sociale lo rifiuta come ruolo autoritario. Le donne sono persuase fin dall’infanzia a non prendere decisioni e a dipendere da persona”capace” e “responsabile”: il padre, il marito, il fratello … L’immagine femminile con cui l’uomo ha interpretato la donna è stata una sua invenzione. Verginità, castità, fedeltà, non sono virtù; ma vincoli per costruire e mantenere la famiglia.  […] Riconosciamo nel matrimonio l’istituzione che ha subordinato la donna al destino maschile. Siamo contro il matrimonio. Il divorzio è un innesto di matrimoni da cui l’istituzione esce rafforzata. […] La trasmissione della vita, il rispetto della vita, il senso della vita sono esperienza intensa della donna e valori che lei rivendica.  Il primo elemento di rancore della donna verso la società sta nell’essere costretta ad affrontare la maternità come un aut-aut. Denunciamo lo snaturamento di una maternità pagata al prezzo dell’esclusione. La negazione della libertà dell’aborto rientra nel veto globale che viene fatto all’autonomia della donna.  Non vogliamo pensare alla maternità tutta la vita e continuare ad essere inconsci strumenti del potere patriarcale. In una libertà che si sente di affrontare, la donna libera anche il figlio e l’umanità. […]  Accogliamo la libera sessualità in tutte le sue forme, perché abbiamo smesso di considerare la frigidità un’alternativa onorevole. Continuare a regolamentare la vita fra i sessi è una necessità del potere: l’unica scelta  soddisfacente è un rapporto libero. Sono un diritto dei bambini e degli adolescenti la curiosità e i giochi sessuali […]  Alle nostre spalle sta l’apoteosi della millenaria supremazia maschile. Le religioni istituzionalizzate ne sono state il più fermo piedistallo. […] La civiltà ci ha definite inferiori, la Chiesa ci ha chiamate sesso, la psicanalisi ci ha tradite, il marxismo ci ha vendute a una rivoluzione ipotetica. Chiediamo referenze di millenni di pensiero filosofico che ha teorizzato l’inferiorità della donna. Della  grande umiliazione che il mondo patriarcale ci ha imposto noi consideriamo responsabili i sistematici del pensiero […] Hanno giustificato nella metafisica ciò che era ingiusto e atroce nella vita della donna. Sputiamo su Hegel.  La dialettica servo-padrone è una regolazione di conti tra collettivi di uomini: essa non prevede la liberazione della donna, il grande oppresso della civiltà patriarcale. La lotta di classe, come teoria rivoluzionaria sviluppata dalla dialettica servo-padrone, ugualmente esclude la donna. Noi rimettiamo in discussione il socialismo e la dittatura del proletariato. Non riconoscendosi nella cultura maschile, la donna le toglie l’illusione della universalità.  L’uomo ha sempre parlato a nome del genere umano, ma metà della popolazione terrestre lo accusa ora di avere sublimato una mutilazione. La forza dell’uomo è nel suo identificarsi con la cultura, la nostra nel rifiutarla ….” (  Manifesto di Rivolta femminile, Luglio 1970)
 Bibliografia : in  effe , mensile, novembre 1973 , anno primo, numero 1 pp. 58-59. Cfr. anche Sputiamo su Hegel  Scritti di Rivolta femminile 1, 1970 di Carla Lonzi (1931-1982), dove , tra l’altro, alla   critica del pensiero hegeliano  si affianca anche quella del marxismo-leninismo.
                    
                                                         
NON SOLO ETERO


Sulla scia delle lotte dei movimenti femministi e omosessuali degli anni sessanta e settanta, oggi, si è , quantomeno a un certo livello culturale,  acquisita una maggiore sensibilità e rispetto nei confronti di  “soggetti sessuali”,  disconosciuti,  in tempi passati,come tali, e  fortemente discriminati . Si pensi per esempio alle lotte ,  tuttora in corso e iniziate negli anni ‘90 ,contro  le operazioni chirurgiche "correttive" e le cure invasive ormonali  atte ad omologare entro gli schemi del binarismo uomo/donna” i cosidetti   “ intersex” (intersessuali), coloro cioè che presentano, se ho capito bene,  caratteristiche genitali  sia maschili che femminili . Questi “nuovi” soggetti sessuali , tra cui  si devono  porre anche i transessuali, i travestiti, ecc. sono attualmente  catalogati  con il termine generico di   "trans" o di queer ( = divers*, dove l’asterisco vale per chi  non si riconosce nella  dominante e  rigida divisione bipolare :maschio/femmina.  (cfr. brano)
Brano da commentare: “   Queer è chiunque non si riconosca nella Norma eterosessista della nostra società, che ci vuole  tutti/e  eterosessuali e aderenti al ruolo di genere che ci è stato assegnato alla nascita in base alla nostra biologia. Queer è una posizione politica di rivendicazione del proprio essere “divers*”. Queer sono persone gay, lesbiche, bisessuali, pansessuali, trans, intersessuate e altre varianti di genere che non si riconoscono nello schema binario uomo/donna, etero/gay, e che non vivono la loro condizione passivamente, ma la rivendicano come parte di una lotta politica […]  Eterosessismo o eteronormatività è la convinzione che “la normalità” sia essere uomini e donne eterosessuali, e che tutte le  altre forme di sessualità e identità siano deviazioni dalla norma – tollerate o disprezzate, poco cambia.  […] Il binarismo  di genere è la norma su cui è costruita la nostra società nei riguardi del genere: una rigida divisione tra uomini e donne, considerate le uniche due alternative possibili e immutabili. Queste due figure sono ricche di stereotipi e precetti sul comportamento da seguire nella società e nei rapporti interpersonali, per quanto riguarda  l’abbigliamento, il modo di parlare e di camminare, la gestualità, le scelte sessuali, il carattere, le attitudini personali, gli interessi, la scelta del lavoro altro.  […]  Norma e normatività : ciò che fa la maggior parte delle persone, e che di conseguenza viene ad essere considerato il comportamento “normale”. O anche: ciò che è considerato essere “normale” (di solito in base alla tradizione, alla cultura di appartenenza o all’abitudine) , e  a cui di conseguenza la maggior parte delle persone si adegua.  […] Contrariamente a quanto pensano alcune persone, non sono le categorie discriminatorie a precedere la realtà e a modellarla, bensì  è  la realtà fondata sul dominio a creare queste categorie per perpetuarsi e trovare una giustificazione . Detto in termini più semplici , la categoria “uomo” non è qualcosa di innato che per sua stessa natura si pone a un livello superiore per opprimere la categoria “donna”. Parliamo di individui reali, che in un dato momento storico hanno incominciato a mostrare pretese di superiorità per motivi di interess Michelae personale, o per sentimenti irrazionali di gelosia e possesso, e hanno iniziato fattivamente a dominare su altri individui. La creazione di teorie scientifiche, filosofiche, religiose o sociali che sostennero con base razionale questa discriminazione si è resa successivamente necessaria per il gruppo dominante come giustificazione del proprio dominio …. “ ( Alex B. , La società degenerata ….       2012) 
Bibliografia: Alex B. , La società degenerata  teoria e pratica anarcoqueer  , Nautilus, 2012 pp. 38, 39, 40). Cfr. anche  A.A.V.V., Tutta Salute! Resistenze, (Trans) Femministe e Queer,   in  DONNA WOMAN FEMME ( DWF) 2014 3-4 (103-104) luglio-dicembre .      
                                                                               
ANARCO-QUEER

       Per quanto poi riguarda in particolare l’ "anarchismo queer"  mi limito a citare due  dichiarazioni  su " chi sono e che cosa vogliono "espresse nell'ambito di quel movimento :  la prima  è del gruppo Bash Back ! nato a Chicago nel novembre 2007 e sciolto,  ufficialmente, dopo avere raggiunto gli obiettivi prefissi,  nel 2010 e la seconda  di un attivista del gruppo Black Laundry, nato a Tel Aviv dopo la seconda Intifada . (cfr. brani)
Brani da commentare : 1)   1. Siamo anarchici queer. Ci opponiamo allo Stato e al capitalismo in tutte le loro forme. 2. Siamo contro l’ assimilazionismo. 3. Ci opponiamo attivamente all’eterosessismo, la transfobia, la discriminazione verso le persone disabili, il patriarcato, le gerarchie di classe e la supremazia bianca. 4. Crediamo  nella liberazione  collettiva per tutte le persone. 5) Crediamo nella solidarietà rivoluzionaria con chiunque sia attivo nella lotta contro lo Stato o il dominio del capitalismo. Supportiamo in speciale modo i nostri compagni e le nostre compagne che hanno problemi legali a causa delle loro lotte.  ( manifesto dei gruppi locali Bash Back );  2)   Alle sfilate del Pride ci sono un sacco di ragazzi affascinanti che ballano nudi sui carri e tantissimi stand commerciali che cercano di venderti di tutto. Sovente è disgustoso, molto capitalista. Quello era il primo Pride dopo l’inizio dell’Intifada, e noi ci andammo con lo slogan “ Non c’è orgoglio nell’occupazione !” Cercavamo di dire che non esiste vera liberazione senza  la liberazione dei nostri vicini. Come comunità queer, abbiamo interesse a porre fine all’oppressione di altri gruppi, e gli altri gruppi hanno interesse a porre fine alla nostra oppressione. Cerchiamo sempre di collegare le lotte: la liberazione dei palestinesi, i diritti degli animali, i diritti delle persone queer, la libertà sessuale, l’oppressione del corpo, l’ oppressione capital,ista . […]  Lavoriamo molto all’interno della comunità queer in favore dei palestinesi, e per fare capire alle persone che la loro lotta fa parte di una lotta più vasta contro l’oppressione. Essere gay e ricco nel centro di Tel Aviv non equivale ad essere libero, perché la tua comunità non è libera” ( Being young , queer  and radical in the Promised  Land , intervista a un attivista di Black Laundry, pubblicata su  Infoshop news , 10 febbraio 2005 )
 
 
 
 
 

 
 

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