giovedì 1 settembre 2011

RISORGIMENTALINE: ENRICHETTA DI LORENZO ( 1820- 1871 ?)


A 18 anni , nel 1838, Enrichetta, discendente di un’antica e nobile famiglia,  sposò, contro la sua volontà,  Dioniso  Lazzari, , da cui ebbe tre  figli. Carlo Pisacane, cugino del marito,  la conosceva già dal 1830 e già da allora era rimasto molto colpito da lei. Nel 1846 , Carlo ed Enrichetta  finalmente si dichiararono reciprocamente il loro amore, pur se fermamente decisi di rinunciare ad esso. Ma dopo una misteriosa  aggressione ,   subita una notte da Carlo Pisacane, che si salvò a stento, decisero di fuggire insieme. In questa occasione Carlo ed Enrichetta scrissero  delle lettere alle loro rispettive famiglie, dove  oltre al descrivere dettagliatamente il forte legame affettivo che li univa, denunciarono aspramente  l’ipocrisia e  le meschinità dell’istituzione matrimoniale borghese. Iniziarono per loro  avventurosi viaggi all’estero, sotto falsi nomi,  caratterizzati da precarie condizioni economiche  e dalle continue persecuzioni da parte delle autorità borboniche,  che pretendevano la loro estradizione per i reati  di adulterio e di uso di passaporti falsi. Su Carlo Pisacane, tenente dell’esercito borbonico, pendeva, inoltre, anche  l’accusa di diserzione. Nei loro spostamenti vennero spesso a contatto con gli ambienti degli esuli italiani e acquisirono ben presto una coscienza politica ispirata agli ideali di libertà e di indipendenza nazionale.  Allo scoppio della prima guerra d‘ indipendenza , Carlo Pisacane raggiunse la  Lombardia e ottenuto il grado di capitano fu inviato al fronte dove venne ferito gravemente a un braccio presso Salò. Enrichetta lo raggiunse immediatamente  per curarlo.  Quando venne proclamata la Repubblica romana si trasferirono entrambi a Roma  dove svolsero  un ruolo assai importante: lui come capo di stato maggiore  del generale Rosselli e lei come  collaboratrice di Cristina di Belgioioso, assieme a Margaret Fuller e ad altre donne, nell’organizzazione pubblica della sanità   e delle ambulanze.  Dopo la caduta della Repubblica, Enrichetta riuscì ad ottenere la liberazione di Carlo, detenuto dai francesi.  Nel 1852, dopo un  breve periodo di crisi della coppia presto risolto, nacque la loro figlia Silvia. Anche dopo la morte di Carlo Pisacane  nell’eroica impresa di Sapri, il clima di disapprovazione e di emarginazione  da parte dell’ opinione pubblica conservatrice e “benpensante”  contro Enrichetta non cessò.  Nei documenti  polizieschi e amministrativi Enrichetta fu sempre registrata come la "druda" (amante in senso dispreggiativo) di Carlo Pisacane.  Comunque il suo impegno politico  continuò e nel 1862 partecipò  attivamente al Comitato  di donne per Roma Capitale, fondato da Antonietta De Pace.

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