giovedì 1 settembre 2011

RISORGIMENTALINE: MARIA SCHILIRO’


MARIA SCHILIRO ‘ (?) :  Di questa donna, per quanto mi risulta, si sa ben poco  oltre al fatto che , vedova di un certo Antonino Calanna era legata sentimentalmente a NICOLO’ LOMBARDO,  all’avvocato , patriota, liberal-democratico  (capo della corrente “ comunista” chiamata talvolta anche “comunalista” di Bronte, favorevole  a una equa  divisione in comune delle terre , tesa  all’abolizione dei privilegi feudali e “ducali” ancora vigenti, in sintonia, d’altronde, con il decreto emanato  da Garibaldi il 2 giugno 1860. Maria Schirilò ottenne, alla vigilia della fucilazione di Nicolò Lombardo ad opera dei garibaldini comandati da Nino Bixio , di poterlo sposare “in articulo mortis”, sfidando così con questo estremo atto d’amore e di solidarietà al suo compagno, l’opinione pubblica dominante, che tanto si era impegnata, durante il processo ad ottenere la condanna a morte di Lombardo.  La totale estraneità  del Lombardo al reato  a lui contestato  e  cioè l’ eccidio di sedici vittime tra i notabili di Bronte, civili e militari da parte di popolani esasperati da un’atavica miseria e ingiustizia sociale,  al grido “abbasso  li cappeddi” “ vulimo li terri”, ma anche di “Viva Garibaldi”  e di “Viva l’Italia”, è oggi completamente dimostrata.  La repressione garibaldina , non condivisa da tutti, ( per esempio dal  colonnello garibaldino Giuseppe Poulet,  che  già prima di Bixio, aveva riportato pacificamente l’ ordine a Bronte, ) fu dovuta probabilmente in gran misura alle forte  pressioni su Garibaldi dal governo inglese, che, preoccupato della sorte dei suoi feudi sparsi in Sicilia esigeva una punizione esemplare per quei moti prima che divenissero un esempio per le masse contadine siciliane .Alla frettolosa conclusione dell' iter processuale contribuì, a mio parere, anche  dal desiderio di Bixio di porre fine,    al più presto,  quest’operazione di polizia e raggiungere  le truppe garibaldine , dirette verso Napoli, per conquistare nuove glorie sui campi di battaglia. 
 Nota: E’ bene ricordare che a  Bronte  i più agguerriti  avversari politici dei “comunisti” ,erano  chiamati   “ducali” o “civili”, perché sebbene,  fossero anche essi  dei  liberali disponibili a un’ annessione al futuro stato italiano,  erano favorevoli alla conservazione dei beni dei latifondisti locali e di quelli  della “ducea “ di Nelson , che godeva della protezione dell’Inghilterra .  

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