giovedì 1 settembre 2011

RISORGIMENTALINE: GIUDITTA BELLERIO SIDOLI (1804-1871)


Sposata giovanissima con il “carbonaro”Giovanni Sidoli , Giuditta Bellerio condivise con lui  i suoi ideali. Dopo i moti del 1821 Giovanni Sidoli fu condannato a morte, ma riuscì a fuggire con la moglie e la loro bambina, in Svizzera. Nel 1828 Giovanni morì di tubercolosi e Giuditta rimase sola e con quattro figli.  Nel 1831, Giuditta, tornata in Italia,    partecipò attivamente ai moti guidati da Ciro Menotti indossando abiti tricolori. Falliti i moti  andò nuovamente  in esilio, ( senza però i  figli che restarono sotto la tutela del suocero, suddito fedele di Francesco IV, duca di Modena)  prima in Svizzera e poi in Francia, dove conobbe Giuseppe Mazzini, a cui fu sentimentalmente legata per molti anni. Divenne  responsabile e amministratrice del giornale “Giovane Italia", organo dell’associazione mazziniana avente lo stesso nome. Nel 1848 il figlio Achille  combatté nella Repubblica Romana. Nel 1852 fu arrestata e incarcerata per circa un mese a Parma, dove governava il duca Carlo III. Dopo un breve periodo in Svizzera, dove si era rifugiata dopo il carcere, si stabìlì con le sue figlie, che condividevano anch’esse le idee  materne,  a Torino. La sua casa divenne un luogo d’incontro per molti cospiratori. Morì nel 1871, dopo avere rifiutato i sacramenti religiosi.

Nessun commento:

Posta un commento