sabato 30 aprile 2011

ANARCHICINI: VOLONTARI ANARCHICI SVIZZERI E: INGLESI IN SPAGNA : ALBERT MINNIG (1911-1967), CLARA ENSNER (1908-1987) E PAVEL THALMANN (1901-1980) ,ADRIEN PORCHET ( 1907- 2008), ETHEL MACDONALD (1909-1960) , NANCY CUNARD (1896-1967). GEORGE ORWELL (1903-1950) , LA FATTORIA DEGLI ANIMALI.

      
ALBERT MINNIG  (1911-1967). operaio edile  ,anarco-sindacalista,  aderente  alla Federazione lavoratori edili e del legno (FOBB) a   25 anni insieme al cugino LOUIS Walter e ad altri due compagni giunse in  Spagna in treno pochi giorni dopo la vittoria popolare sui militari ribelli. Durante il viaggio e all’arrivo della stazione di Barcellona fu colpito dal grande entusiasmo della popolazione e dal grande numero  delle sventolanti bandiere rosso/nere e dagli abiti dei miliziani . (cfr. brano) . 
Brano da commentare: “ Il  primo settembre 1936 arriviamo a Port Bou, prima stazione spagnola. Siamo un poco emozionati in questo paese completamente straniero e di fronte alle guardie abbiamo una stretta al cuore al pensiero di essere respinti. Per fortuna i sorrisi accoglienti dei doganieri spagnoli calmano immediatamente la nostra agitazione. Avanziamo coraggiosamente carichi di valigie, verso gli uomini armati. Un tenente, credo, si avvicina, e, in un francese molto corretto, ci chiede i documenti e lo scopo del nostro viaggio.  Dopo una breve spiegazione incarica un civile, probabilmente in nostra attesa, di accompagnarci all’albergo. Senza indugi alcuni bambini si impadroniscono dei nostri bagagli, mentre un sorriso di riconoscenza appare su tutti i visi dei passanti che ci fissano con curiosità. Non occorre comunque spiegare i motivi della nostra presenza: tutti l’hanno già indovinato [...]  Alla stazione notiamo stupefatti gli striscioni rosso-neri della C.N.T. ( Confederacion General de Trabajo) e della F.A.I. (Federacion  Anarquista iberica) che decorano i marciapiedi, i vagoni e le locomotive. Immediatamente comprendiamo che le organizzazioni operaie si sono apprpriate delle ferrovie, che, prima della rivolta del 19 luglio, erano di proprietà di imprese private e i cui azionisti erano fuggiti con il traditore Franco.  Attraversiamo numerosi semplici villaggi e sulle strade che costeggiano la ferrovia notiamo le barricate, testimonianza delle recenti lotte. I contadini ci salutano al canto dell'Internazionale e di altri inni rivoluzionari. Più ci avviciniamo alla capitale, più l'agitazione aumenta. Infine eccoci alle prime case e fino alla stazione i passanti salutano e gridano di gioia. Alle finestre donne e bambini agitano le bandiere rosso-nere della C.N.T. e della F.A.I. Il treno frena dolcemente . Sul marciapiede regna una formidabile animazione, mentre uomini armati sorvegliano le porte. Indossano una specie di tuta blu, calzano espadrillas nere e bianche, sul capo hanno uno stupendo berretto di polizia rosso con le lettere C.N.T.-F.A.I.. I nostri occhi brillano dall'invidia e aspettiamo solo il momento di indossare questo vestito rivoluzionario tanto semplice , che non ha niente del militare e che dà l'aspetto di lavoratori .... ( Albertt Minning ,  Diario....)
Bibliografia: Albert MinnigDiario di un volontario svizzero nella guerra di SpagnaEdizioni La Baronata, 1986,  pp. 28-29 
Aggregato prima  nella sezione francese della  colonna de los Aguiluchos della FAI e poi nella sezione italiana della  colonna Francisco Ascaso Albert Minnig combatté in Spagna sul fronte di Aragona  Nella primavera del 1937 col procedere della militarizzazione  e della minacciosa supremazia, , all’interno dell’esercito,  degli stalinisti , Minnig  lasciò la  Spagna. (brano)
Brano da commentare  “ Solidaridad Obrera, organo e quotidiano della CNT/FAI ci informa giornalmente della situazione sui diversi fronti, ma non parla forse a sufficienza di rivoluzione, occupandosi troppo dell’opinione dei governi stranieri. I giornali dei diversi partiti politici repubblicani svelano solo le condizioni poste dalla Russia e dagli  altri stati democratici per il rifornimento di armi, munizioni e viveri necessari per mettere fine  alla ribellione fascista. Annunciano con grandi titoli che la militarizzazione può essere accettata provvisoriamente, adattandola alle nostre idee e ai nostri principi. Con questa concessione alla militarizzazione saremo compensati –dicono- con un’aviazione potente, con carri armati, con l’artiglieria, con mitragliatrici ultramoderne che sparano duemila colpi al minuto e soprattutto con molte munizioni e viveri. Tutti i delegati sono invitati ad accettare la militarizzazione e tutta una cricca di spioni al soldo di Stalin lavora  senza tregua  né vergogna per inculcare ai miliziani l’idea che un gregge senza pastore non può vincere la guerra …” ( Albert Minnig, Diario)
Bibliografia: Albert MinnigDiario di un volontario svizzero nella guerra di SpagnaEdizioni La Baronata, 1986 p. 56 

Tornato in Svizzera  Albert Minnig subì un processo e una condanna a due mesi di carcere , perché aveva combattuto in Spagna, dopo cui si impegnò nuovamente nell’attività sindacale promossa dalla FOBB.
                                                                                                                                                        

CLARA ENSNER (1908-1987) E  PAVEL THALMANN (1901-1980).  Clara Enser nacque a  Bale in Svizzera, figlia di un tedesco che siera rifugiato in Svizzera per non combattere nella guerra  contro la Francia nel 1870. Clara ,militante dapprima nel Partito Comunista si spostò sempre più su posizioni antistaliniste e libertarie, come il suo compagno Pavel Thalmann, anch’esso originario di Bale., che aveva  trascorso 4  deludenti anni  nella Russia stalinista. Nel 1936 Pavel e Clara andarono in Spagna, dove lei, come nuotatrice, era stata scelta per rappresentare la Svizzera alle Olimpiadi Popolari come risposta a quelle naziste di Berlino.  Annullati i giochi in seguito agli avvenimenti del  luglio  del 1936 Pavel e Clara  restarono in Spagna contagiati dall' "atmosfera gioiosa" e dall'entusiasmo rivoluzionario che regnava a Barcellona. (cfr. brano) e si arruolarono entrambi nella Colonna Durruti.
Brano da commentare:  “ (CLARA): La mia impressione arrivati in Spagna è stata indimenticabile . Un mondo completamente diverso. Anarchici, socialisti, bandiere rosse-nere ovunque  e la prima persona che incontrai mi disse: “ ora la faremo finita con tutte le ingiustizie, i lavoratori avranno più diritti, i latifondi sono aboliti, le chiese sono abolite, ora lavoreremo collettivamente e tutti avremo una vita migliore”  (PAVEL) : Ovunque in ogni villaggio e in ogni città sono sorti Consigli operai e contadini che si autogestivano sia localmente che regionalmente e anche in grossi centri. Il governo centrale di Madrid con tutti i suoi decreti e le sue leggi era di fatto esautorato, nessuno ci badava, la rivoluzione era nelle mani dei consigli. (CLARA)  E poi siamo arrivati a Barcellona. I sindacati avevano requisito tutti gli alberghi e le aziende di una certa dimensione. E’ impossibile  spiegare quell’atmosfera gioiosa che regnava ovunque, che anche sul piano umano mostrava la via della rivoluzione sociale” […..] Era meraviglioso, la conquista di un atteggiamento molto più libero di questi spagnoli, non più sottomessi, non c’erano più la señorita o il señor, solo il companero … ( Intervista a Clara e a Pavel Thalmann )
Bibliografia:   in Albert Minnig, Diario di un volontario svizzero nella guerra di Spagna, La Baronata, 1986 pp. 77-78
  Nel maggio 1937 combatterono insieme a gli “Amici di Durruti” per difendere  la Centrale telefonica e le sedi della  CNT dalle truppe del governo centrale.. Dopo questi fatti vennero duramente perseguitati dagli stalinisti e  , infine, arrestati vennero rinchiusi in prigione. La loro liberazione fu dovuta alle forti pressioni della stampa  svizzera di sinistra.  Durante la Resistenza formarono, in Francia,  un  gruppo rivoluzionario proletario  specializzato soprattutto nel porre in salvo ebrei e rivoluzionari ricercati dalla Gestapo. Pavel collaborò, alla fine degli anni ‘40,  alla “Realtà russa” di  Lazarevitch ( cfr. post  “Ida Mett”) ,  Negli anni “ cinquanta fondarono , sul modello delle collettività catalane, una comune, denominata “La Serena” vicino a Nizza, che divenne un importante punto di riferimento per i movimenti rivoluzionari giovanili degli anni sessanta e settanta. Dopo la morte di Pavel, Clara , assieme ad Augustin Souchy (vedi post a suo nome) tornò sui luoghi della rivoluzione spagnola per ricavarne un documentario. Morì nel 1987.
Brano da commentare: “ Ich werde die Revolution in Himmel machen / I am going  to make the revolution in heaven/ Voy hacer la revolucion en el cielo/ Je vais faire la revolution dans le ciel” ( Parole di Clara Esner Thalmann scritte su un messaggio  ad un amico poco prima della sua morte)
Bibliografia  : in htpp.// wiki.ic.org/wiki/ La Séréna 
                                                                                    
 FRANZ RITTER (1914- 1984)  Nato a  Flums  si trasferì a Zurigo, dove lavorò come formaggiaio.  Membro del Partito Socialista e simpatizzante delle idee libertarie. Si era recato in Spagna per le Olimpiadi che si dovevano tenere  nel luglio 1936. Allo scoppio della rivoluzione sociale, rimase in Spagna e andò a combattere come miliziano nella Colonna Durruti. Nell’aprile del 1938  passò,  dopo un periodo di licenza a Parigi, nelle Brigate Internazionali , dove era però mal visto  dagli stalinisti per le sue tendenze libertarie.  Stanco delle  loro continue pressioni decise  di rientrare in Svizzera, ma  ben presto scopri che  le autorizzazioni dei congedi  erano in mano a dei corrotti, che se le facevano  pagare . Ritter affrontò i corrotti , ma la lite degenerò, e uno di loro sparò uccidendo un suo compagno. Di quell’assassinio fu  ingiustamente accusato Ritter.   Rinchiuso in prigione   venne liberato  solo alla fine di settembre . Al suo rientro in Svizzera fu condannato dal tribunale militare svizzero a 3 mesi di prigione per la sua partecipazione  alla guerra di Spagna. E come se ciò non bastasse fu anche  contemporaneamente sottoposto da parte del partito comunista. a una campagna di diffamazione, in cui lo si accusava del suo presunto omicidio durante la collutazione in Spagna di un membro del partito.  Le cose assunsero una tale piega  che Rittel , sebbene malvolentieri,  fu costretto a  reagire in sede giudiziaria e nel processo che ne seguì risultò la  sua piena innocenza . Per i dettagli di questo caso , cfr. il seguente brano: 
Brano da commentare:  …” Ritter apprende che uno dei suoi vecchi tenenti, Goffred Schreyer, ha pagato seimila pesetas a Rudolf Frei, un agente del Comintern, per avere il foglio di via.  Furioso, si presenta ad affrontare Frei, quando sopraggiunge Otto Brunner, il superiore di Frei , che minaccia Rittel con la pistola. Questi fugge, ma più tardi Brunner con i suoi sbirri riesce a scovarlo e nella collutazione la pistola di Brunner spara ed uccide il giovane brigatista  Karl RomoserRitter in possesso del biglietto del treno per la Svizzera, viene arrestato a Port-Bou: infatti Brunner aveva avvertito la polizia spagnola con la pretesa che Rittel avesse ucciso Romoser. Ritter chiede l’intgervento dell’anarchico Augustin Souchy, ma resterà in prigione fino al 28 settembre, nonostante gli interventi del console di Svizzera  e del Partito socialista svizzero”.
Bibliografia: Antoine  Gimenez, Amori e rivoluzione. Ricordi di un miliziano in Spagna (1936-1939) , Edizioni La Baronata,  2007 p. 243.  

ADRIEN PORCHET ( 1907- 2008) figlio del regista svizzero  Arthur Porchet e anche lui regista.  Nel 1936 si trovava in Spagna e stava girando dei film per conto  del sindacato degli spettacoli pubblici della CNT.  Subito dopo la vittoria del proletariato di Barcellona sui militari ribelli fu arruolato dalla Colonna Durruti, che stava  andando a combattere  sul fronte aragonese. (cfr. brano)

Brano da commentare: “ …   Stavo ultimando un film che si chiamava  Hogueras de la noche e la sera del 19 luglio non mi ero reso conto che iniziava la rivoluzione; credevo si trattasse di un nuovo sciopero, di manifestazioni. Poco dopo alcuni miliziani del Sindacato degli Spettacoli sono venuti nello studio e ci hanno detto che avevano bisogno di operatori per il fronte. Così mi hanno imbarcato per il fronte … Un giorno ci  fu un attacco  della cavalleria e dell’aviazione fascista, a una decina di Km più lontano. Mi hanno detto:: “ Tu vieni al fronte con noi. Io gli ho risposto : Faccio qui le attualità e i miei film di guerra . Uno di loro mi ha  incollato una pistola sul culo avvertendomi:  O tu vieni al fronte con noi o qui tu ci rimani. Ed è così che sono andato in prima linea e che mi sono messo a filmare film in diretta.  Poco a poco mi sono abituato alla guerra,  partecipavo alle riunioni di stato maggiore. Mi ricordo che Durruti mi aveva engueulé raccomandandomi di posare  la mia caméra e di prendere un fucile.  Io gli avevo risposto : Io do  più coraggio ai tuoi uomini con il mio apparecchio che con un fucile ! Avevo una totale indipendenza nella scelta dei miei soggetti. Avrei anche potuto filmare delle esecuzioni di fascisti o di  preti . Già, ma  non ho mai voluto. Al fronte, conducevo la stessa vita che i miliziani, vi erano momenti di grande calma e nell’insieme una ottima  atmosfera tra i miliziani , a causa del senso poussé di autodisciplina. Le bobine  erano inviate a Barcellona per essere sviluppate. […] ciò che fu veramente duro, era di dovere filmare, con la mia caméra sulla spalla,  dei compagni, miliziani feriti o uccisi. In quei momenti là, si ha un’ altra mentalità. Quando nel novembre 1936, Durruti è partito per difendere Madrid con alcuni elementi della sua colonna, sono tornato a vivere a Barcellona”. ( tratto da una intervista di Michel Froidevaux  ad Adrien Porchet )
Bibliografia:  Antoine Jimenez, Amori e rivoluzione. Ricordi di un miliziano in Spagna  1936-1939,  Edizioni La Baronata,  2007 p. 233. Ho integrato il testo con  Edouard Waintrop,  Les anarchistes  espagnols (1868-1981) , Denoel, 2012, p. 481 (traduzione italiana,  di questa seconda parte, mia )
              
  ETHEL MACDONALD (1909-1960) Dopo una prima esperienza politica nel Indipendent Labour Party, divenne anarchica e militò nell’Anty-Parliamentary Communist  Federation (ACF) di Glasgow e insieme a  GUY ALDRED ( 1886-1963), compagno di Rose Witkop, sorella di Millie compagna di Rudolph Rocker) e a  JENNY PATRIK (1884-?) fondarono nel 1934 l’United Socialist Movement ( USM) Nel novembre  isi recò in Spagna, dove , su consiglio di Proudemmauxdivenne  giornalista radiofonica, in lingua inglese,  della  radio di Barcellona della Confederation Nacional de Trabajo.  Per le sue prese di posizioni antistaliniste  venne arrestata e rischiò di essere condannata a morte. A causa della inconsistenza delle accuse che gli si imputavano  e delle  numerose petizioni a  suo favore  venne  finalmente liberata. Dopo la caduta della Catalogna tornò in Inghillterra e continuò la sua attività nell’ USM sino al 1958 quando fu colpita da sclerosi multipla e perse l’uso della parola. Morì nel 1961 a Glasgow. 
Brano da commentare: “ “ My arrest was typical of the attitude of the Communist Party, in Scottland the group to  which I am attached has always been in complete opposition to the Communist Party. In opposing their propaganda we have always had to face and deal with their fundamental ignorance and brutality. In Spain, their approach is the same. Assault Guards and officials of the Puiblic Order entered the house in wich I lived late one night. Without any explanation they commencede to go through thoroughly every room and every cupboard 313 the house.  After having discovered that which to them was sufficient to hang me- revolutionary literature etc. – they demandes to see my passport. On this being schown they informed me that I was in Spain illegaly, althoug I entered Spain  quite legally ( Ethel Macdonald in un’intervista apparsa su Glasgow Evening Times del 1937) 
Bibliografia:  Il brano è tratto da  Ethel Macdonald Biography su  Internet Spartacus  Educational
                                                                             


ROBERT  (BOB) SMILLIE (1917-1937)  Nipote del famoso  ROBERT SMILLEY,  leader dei minatori  inglesi e  uno dei fondatori del Labour Party . Bob Smilley socialista libertario partecipò attivamente alla lotte del movimento della Gioventù Socialista   contro  il movimento fascista inglese  guidato dal  Oswald  Mosley. Nel 1936  partì per la Spagna  e militò con altri compagni, tra cui  George Orwell nel P.O.U.M. ( Partito di Unificazione marxista antistalinista) . Alla fine  dell’ aprile 1937, durante una sua licenza a Barcellona fu arrestato da alcuni poliziotti  filo stalinisti e  inviato in un carcere di Valenza.  Nel periodo della sua detenzione , ogni notizia su di lui divenne impossibile  tanto che da parte dei suoi compagni crebbe la certezza che fosse stato fucilato.  Più tardi si ammise da parte delle autorità carcerarie  che era morto , ma per una sopravvenuta appendicite. La richiesta da parte dei rappresentanti dell’ Indipendent Labour Party  di poterne vedere il cadavere fu respinta,  La sua morte e le modalità con cui essa avvenne  resta pertanto ancora un mistero.  George Orwell che fu un suo compagno sul fronte di Aragona accettò dopo una certa titubanza la tesi della morte per malattia , pur  addebitandola soprattutto alle  disumane condizioni delle  carceri   sotto il controllo dei comunisti. (cfr. brano)
Brano da commentare:  “ A parte uno o due che costituivano un po’ di fastidio (perché come tutti sanno, la guerra attrae la canaglia)., il gruppo degli inglesi era eccellente, tanto dal punto di vista fisico quanto da quello mentale. Il migliore era forse Bob Smillie, nipote del famoso capo dei minatori, ch’ebbe poi a morire di così atroce e stupida morte a Valencia. [….] Morto in carcere a Valencia ; di che cosa nessuno lo sapeva con certezza . Era stato seppelito subito e il rappresentante dell’Indipendent Labour Party a Valencia, non aveva  potuto ottenere il permesso di vederne il corpo. Ne dedussi ovviamente che Smillie era stato fucilato.  Fu quello che allora tutti credettero , ma ho avuto in seguito motivo di ritenere d’essermi sbagliato. Venne più tardi data come causa della morte un attacco di appendicite e sapemmo in seguito da un altro ex detenuto che Smillie, senza il minimo dubbio, in carcere era stato malissimo. Quindi la storia dell’appendicite era forse vera.  […] Debbo dire questo, tuttavia. Bob Smillie aveva solo 22 anni e fisicamente era uno degli uomini più saldi ch’io avessi mai conosciuto. Ed era l’unico di spagnoli e di inglesi, ch’io avessi visto fare tre mesi consecutivi di trincea senza un sol giorno di malattia. Gente così sana e robusta non muore solitamente di appendicite, sol che sia curata un po’ a dovere. Ma quando aveste veduto che cos’erano le prigioni spagnole – le carceri improvvisate per i detenuti politici- capivate  quante probabilità restassero a un malato d’essere curato a dovere. […] La morte di Smillie non è una cosa ch’io possa facilmente perdonare. Era un caro ragazzo intelligente e coraggioso, che aveva buttato all’aria la sua carriera all’Università di Glacow per venire a combattere il fascismo e che, come potei constatare personalmente, aveva fatto il suo dovere al fronte con un coraggio e una forza di volontà mai venuti meno. E ora tutto quello che avevano saputo fare era stato di gettarlo in un carcere per lasciarvelo morire come una bestia dimenticata.[…] Essere uccisi in battaglia, sì, è quello che ci  si aspetta ; ma venire buttati in un carcere, neppure per un reato immaginario, ma solo per uno stolido, cieco dispetto, ed esservi  lasciato morire nell’abbandono è una cosa ben diversa. Non riesco a vedere come questo genere di cose, e il caso di Smillie non rappresenta nulla di eccezionale, potesse rendere più facile o più rapida la vittoria.” ( George Orwell,  Omaggio  alla … )
Bibliografia, George Orwell, Omaggio alla Catalogna, Il Saggiatore, 1964, p 49 e pp. 261-262
                                                            

 NANCY CUNARD (1896-1967).  Nata in una famiglia aristocratica,  assai ricca, inglese, già subito dopo il  grande  debutto , a 18 anni , in società  alla presenza della famiglia reale,  il suo anticonformismo e la ripugnanza verso quell’ambiente elitario la spinse, sempre più,   verso una vita alternativa e bohémienne .  Trasferitasi in Francia frequentò gli ambienti dadaisti e surrealisti destando scandalo con i suoi numerosi amori omosessuali ed eterosessuali , tra cui Louis Aragon . Nel 1928 ebbe una relazione con il musicista afro-americano, Henry Crowder, che portò alla rottura definitiva con sua madre e suo padre, da cui venne diseredata.  Pubblicò nel 1934 un volume ,  esplicitamente antirazzista e anticolonialista intitolato , Negro: Un anthology . Durante la rivoluzione sociale spagnola  andò in Spagna come corrispondente di guerra e a sostegno della causa antifascita . Insieme a Pablo Neruda pubblicò  la rivista  ”  Las Poetas del mundo defenden el pueblo espanol” (1937)   (cfr. brani). Nel 1939 si imbarcò per  il SudAmerica insieme a  molti altri esuli spagnoli , che fuggivano dal franchismo. Negli ultimi anni povera, alcolizzata e sofferente di disturbi mentali condusse una vita errabonda sino alla sua morte nell’ Hopital Cochin a Parigi.
Brani da commentare:  1) “ DEUX POEMES/  par  FEDERICO GARCIA LORCA et /  LANSTON HUGUES/ . LES POETES DU MONDE DEFENDENT/ LE PEUPLE ESPAGNOL / 3 / Madrid sera la tombe du Fascisme / Internacional Intelectuels ! Combattez / dans vos propes pays les assassins de / Federico Garcia Lorca. Nous demandons / de l’argent, du matériel sanitair, des vetements pour le peuple /  de l’ Espagne Républicaine. / Ils ne passeront pas !  NUMERO TROIS – COMPOSE A LA MAIN PAR / NANCY CUNARD ET PABLO NERUDA /  TOUT LE PRODUIT DE LA VENTE IRA  AU /  PEUPLE DE L’ESPAGNE REPUBLICAINE “ (   Prima pagina del numero della rivista “Las poetas defendent le peuple espagnol 3 Gennaio 1937) ; 2)  “ Nancy aveva una piccola tipografia nella sua casa di campagna, nella provincia francese (…) Lei aveva esperienza di tipografia (…) Io  mi misi per la prima volta a bloccare i caratteri e credo che non esistette mai un tipografo peggiore (…) Però la pubblicazione risultò molto dignitosa e riuscimmo a stampare sei o sette numeri . Al di là dei poeti militanti come  González, Tuñon o Alberti o alcuni francesi, pubblicammo poesie appassionate di W. H. Auden, Spender, etc. Questi cavalieri inglesi non sapranno mai quello che soffrirono le mie dita pigre nel comporre i loro versi. Di quando in quando arrivavano dall’Inghilterra poeti dandy, amici di Nancy, con fiore bianco all’ occhiello, che pure scrivevano poesie antifranchiste. Non c’è stata nella storia intellettuale una essenza tanto fertile per i poeti come la guerra spagnola. Il sangue spagnolo esercitò un magnetismo che fece tremare la poesia di una grande epoca. Non so se la pubblicazione ebbe successo oppure no, perché in quel momento terminò male la guerra di Spagna e iniziò male un’altra guerra mondiale “ ( Pablo Neruda )
Bibliografia :  LES POETES DU MONDE DEFENDENT/ LE PEUPLE ESPAGNOL a cura di  NANCY CUNARD ET PABLO NERUDA n. 3 gennaio 1937  in  http://circe.lett.unitn.it/attivita/tesi/tesispagnolo.pdf   .Primo brano a  p. 157  e traduzione italiana nella nota a fine pagina e secondo brano a p. 158  nella nota  a fine pagina.
                                                                          
GEORGE ORWELL (1903-1950) Nato in India  da famiglia scozzese, il suo vero nome era Erich Arthur Blair. Studiò in Inghilterra e nei suoi ultimi anni nella Public  School of  Eton ebbe come suo insegnante Aldous Huxley. Nel 1922 tornò in India  e si arruolò nell’Indian Imperial Police . Divenutogli insopportabile il ruolo oppressivo al servizio dell’ imperialismo coloniale  lasciò la polizia e tornò in Europa  dove prima a Parigi e poi a Londra  visse , svolgendo diversi mestieri, in contatto sempre più  stretto con la classe operaia.  Queste esperienze furono alla base dei suoi primi romanzi : Giorni in Birmania (1934) , Fiorirà l’apidistra (1936)  ,  La strada di Wigan Pier (1937. Nel dicembre 1936  andò in Spagna e combatté nelle file del POUM /Partito Obrero de Unificacion  marxista.  (cfr. brano)

Brano da commentare : “ … Ero venuto in Spagna con la vaga idea di scrivere degli articoli per qualche giornale, ma mi ero arruolato nella milizia quasi immediatamente, perché a quel tempo e in quell’atmosfera sembrava la sola cosa che si potesse pensare di fare. Gli anarchici avevano ancora il virtuale controllo della Catalogna e la rivoluzione era ancora in pieno vigore. A chiunque si fosse trovato là fin dal principio, probabilmente doveva sembrare, già in dicembre o in gennaio, che il periodo rivoluzionario volgesse alla fine; ma per chi fosse venuto direttamente dall’Inghilterra, l’aspetto di Barcellona era qualcosa che sconvolgeva e sopraffaceva. Era la prima volta che mi trovavo in una città dove la classe operaia era al potere. Praticamente ogni edificio di qualsiasi dimensione era stato occupato dai lavoratori e drappeggiato con bandiere rosse o con le bandiere rosse e nere degli anarchici; su ogni muro erano stati scribacchiati la falce e il martello con le iniziali dei partiti rivoluzionari; quasi ogni chiesa saccheggiata e le immagini sacre riarse. Qua e là le chiese venivano sistematicamente demolite da squadre di operai. Botteghe e caffè esibivano scritte che ne annunciavano la collettivizzazione; perfino i lustrascarpe erano stati collettivizzati e le loro cassette dipinte in rosso e nero. Camerieri e inservienti di negozio vi guardavano in faccia e vi trattavano alla pari. Forme servili o anche soltanto cerimoniose del parlare erano temporaneamente scomparse. Nessuno diceva “ Senor” o “Don” e nemmeno “Usted”; ognuno chiamava gli altri “compagno” usando il  “tu” e diceva “Salud!” invece di “Buenos días”. ….” ( George Orwell, Omaggio alla Catalogna, )
Bibliografia: George Orwell, Omaggio alla Catalogna, Il saggiatore, 1964 pp. 8-9 
Rimasto coinvolto durante le giornate di maggio di Barcellona nel 1937 subì poi in quanto membro del POUM una dura persecuzione da parte degli stalinisti,  da cui si salvò a malapena con l’aiuto del Consolato Britannico e della moglie , Eileen, che l’aveva raggiunto a Barcellona .  Fu quindi anche per  conoscenza diretta e vissuta sulla propria pelle delle infamie dello stalinismo  che più tardi nel 1945 Orwell scrisse La fattoria degli animali ,  dove ricostruì   sotto forma satirica, ma non per questo meno  fondata dal punto di vista storico e politico, la presa al potere  da parte dei bolscevichi in Russia e la graduale  ma inesorabile degenerazione della rivoluzione russa del 1917  da movimento rivoluzionario   a larga partecipazione  proletaria , organizzata  tramite i soviet, a dittatura del partito, prima, e  poi , sotto Stalin,  alla dittatura di un uomo solo.  
 
 Da sinistra a destra: VECCHIO MAGGIORE, PALLA DI NEVE, NAPOLEONE, CLARINETTO, BENIAMINO, BERTA, GONDRANO, MOLLIE, MOSE'

  I principali  personaggi di questo libro , sin dalla  mia adolescenza, hanno sempre colpito la mia  immaginazione e adesso proverò a tradurli in immagini di creta:
 VECCHI0 MAGGIORE : Secondo me rappresenta Marx e non Lenin, come dicono alcuni, ma vi possono essere argomenti validi sia per Marx che per Lenin .  PALLA DI NEVE : Trotsky; NAPOLEONE  : Stalin;  CLARINETTO  ( o  a scelta   MINIMUS)   Voce ufficiale del partito o  l’  “intellighenzia”    al servizio della dittatura. GONDRANO : Alexej Stakhanov,, minatore del Donbass , Per la sua  incondizionata  disponibilità a dare il massimo  e sovrumano rendimento possibile, fu  assunto , come è noto, sotto il regime  stalinista, come modello della classe operaia , resa nuovamente  sottomessa . BERTA  :  Figura materna  e anch’essa  lavoratrice indefessa.  Con maggiori dubbi di  Gondrano  sullo spirito rivoluzionario del partito , accetta però, anche lei , per la cieca fede  che ripone nei maiali, ogni  “innovazione” liberticida. BENIAMINO :  Personaggio , a cui vanno, ovviamente, le mie simpatie, anche se l' ironico  cinismo , con cui  maschera la sua sostanziale rassegnazione,  è decisamente auto-distruttivo. MOLLIE,  cavallina vanitosa , simbolo dei nostalgici del regime zarista e dell’aristocrazia che abbandonò la Russia. MOSE’  : Spacciatore  di quell’  “oppio dei popoli “ , in cui consiste  la religione , tesa a rendere  il più sopportabile  possibile  , con la credenza in  un mondo  sovraterreno,  l’ oppressione e lo sfruttamento sulla terra.  
                                                                                        
CANI E PECORE:  I cani rappresentano le guardie e i picchiatori al servizio dello Stato e dei padroni ; le pecore le masse asservite e facilmente manipolabili.
Canzone da commentare: “ Animali d’ Inghilterra , / d’ogni clima e d’ogni terra/ascoltate il lieo coro: / tornerà l’età dell’oro. / Tosto o tardi  tornerà/ l’uom tiranno a terra andrà/ per le bestie sol cortese / sarà l’alma terra inglese / Non più anelli alle narici/ non più gioghi alle cervici, / e per sempre in perdizione/ andran frusta, morso e sperone/ Sarem ricchi, sazi appieno/orzo, grano, avena, fieno/ barbabietole e foraggio /saran solo nostro retaggio. / Più splendenti i campi e i clivi/e più puri i fonti e i rivi / e più dolce  l’aer sarà/quando avrem la libertà/ Per quel dì noi lotteremo/ per quel dì lieti morremo / vacche , paperi, galline, /mille bestie, un sol fine/. Animali d’Inghilterra, ……” ( Orwell, Fattoria degli animali )
Bibliografia:  George Orwell, La fattoria degli animali,  Oscar Mondadori, 1967 pp. 40-41
 

                                                                               




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