sabato 30 aprile 2011

ANARCHICINI: ANARCHICI/E BELGI : ALEXANDRA DAVID NELL (1868-1969) ; GEORGE THONAR ( 1876-1918); EMILE CHAPELIER ( 1877-1933); EUGENE GASPARD MARIN ( 1883-1969); ERNESTAN ( 1898- 1954); (HEM DAY (1902-1969) ; LEO CAMPION (1905-1992)


ALEXANDRA DAVID NELL  (1868-1969) , scrittrice, viaggiatrice, nota anche con il sopranome di “ madame Tibet”,  introdusse la cultura, la magia e la religione tibetana in Occidente. Figlia di un  ex comunardo parigino e di una madre rigidamente cattolica , si emancipò assai presto dalla famiglia e, dopo alcuni viaggi , avventurosi, prevalentemente  in bicicletta , in  varie nazioni di Europa (Inghilterra, Francia, Olanda, Svizzera, Italia) si stabilì, poi,  a Bruxelles dove la famiglia risiedeva già dal 1874,  e frequentò  assiduamente   i corsi universitari di Elisée ed Elie Reclus. E fu soprattutto sotto l’ influenza di Elisée Reclus,  che  Alexandra  scrisse, con lo pseudonimo di  Alexandra Myrial,, nel 1898,  un  libro  Pour la vie, dal contenuto  provocatoriamente  anarchico. ( cfr. brano)
Brano da commentare: “ La seconda stella filante  [la prima era Clara Mesnil ] che illuminò le lezioni, tenute a  Bruxelles di Elisée era la figlia di Louis e di Alexandrine David. […]  Alessandra divenne presto  amica della famiglia Reclus. […] Essa incontrò nella casa d’Ixelles il fior fiore dell’anarchia, del libero-pensiero e dell’idealismo. Al contatto di queste persone libere, essa perse gli ultimi pregiudizi della sua classe e decise di esplorare ul mondo e la vita degli altri. Elisée  le comunicò la sua passione  per la scrittura ed essa compose la sua prima opera intitolata con semplicità : Pour la vie,  che apparve nel 1898 con una prefazione di Elisée reclus. Era un autentico manifesto anarchico […] Vi si trovavano delle frasi che sembravano uscire dalla penna di Eliseo.  : “ Nulla è più falso e più funesto che il credere che la rassegnazione, l’abnegazione di se stessi, praticata da ognuno possa avere valore (vertu) per la collettività. Come, dal dolore di ogni uomo, volete voi costituire la felicità dell’umanità?….” ( in Jean Didier Vincent, Elisée Reclus, geographe, anarchiste, ecologiste )
Bibliografia: in Jean Didier Vincent, Elisée Reclus, geographe, anarchiste, ecologiste  Champs biographie, 2014 pp. 479-480. 

Questo libro, che nessun editore volle pubblicare a causa  delle sue idee  sovversive nei confronti della Chiesa, della patria , della proprietà privata, dello stato e dell’esercito, ebbe, invece una diffusione notevole negli ambienti anarchici e fu tradotto in varie lingue. Sempre in quel periodo Alexandra David si impegnò attivamente nel nascente movimento femminista. Collaborò al  giornale la Fronde, gestito da donne, denunciando in particolare le  pesanti conseguenze, per le donne, e soprattutto per le lavoratrici, della maternità e le incombenze della vita matrimoniale. Dissentì però dalla richiesta femminista del diritto al voto, ritenendolo, del tutto insufficiente e fuorviante rispetto a una autentica emancipazione della donna. Dopo il suo matrimonio con Philippe Neel, da cui non volle mai dipendere economicamente, Alexandra David-Neel partì per l’ Asia e in particolare nel Tbet dove si interessò  prevalentemente a  problemi di elevato contenuto spirituale.  Parecchi anni dopo, durante gli anni sessanta e la riapparizione nelle strade di Europa delle bandiere nere anarchiche, essa manifestò un rinnovato interesse nei confronti delle sue tematiche giovanili e acconsentì ,volentieri , alla ristampa dei suoi scritti sociali e libertari.
                                                        
GEORGE THONAR

THONAR  GEORGES  ( vero nome  Georges De Behogne ) ( 1876-1918) , anarchico,  tipografo, fondatore di numerosi giornali e opuscoli, giornalista, anarchico

Dopo aver militato per un breve  periodo di tempo nel Partito Operaio belga (POB) aderì all’ anarchismo e fondò il giornale “ Le Pygmée”  il cui scopo era  ben evidenziato sin dalla sua prima e forse , se ho capito bene, unica uscita. (cfr. brano)

Brano da commentare: “ Il nostro scopo non è lungo da definire: lottare senza tregua e senza sosta per ciò che rappresenta l’ideale di giustizia , di Verità e di Libertà: l’ Anarchia.” ( Dictionnaire internationale des militants anarchistes, gennaio 1895) ( traduzione italiana da verificare mia)

 Bibliografia: su Google : Georges Thonar in  Dictionnaire international des militants anarchistes , https://militants-anarchistes.info/  ( traduzione italiana da verificare mia, il che vale anche  per tutti i seguenti  brani citati in questo post tratti da testi francesi)

Seguirono a questa pubblicazione  molte altre, di cui fu collaboratore  o editore, tra cui L’Insurgé,   per cui come responsabile di quel giornale fu condannato, tra l'altro,  a due mesi di prigione per un articolo su Emile Henry .  Più tardi in seguito alla sua espulsione, insieme ad altri anarchici,  dalla Casa del Popolo di tendenza socialista parlamentare, evidenziò polemicamente la differenza socialisti autoritari e anarchici.. (cfr. primo  e secondo brano)

Brano da commentare: 1) “ Io non devo né approvare né disapprovare le azioni di  Emile Henry, non spettando a me di pormi come giudice. Se degli anarchici hanno commesso ciò che voi chiamate crimini, non spetta alla borghesia di rimproverarli Perché essa si è sempre mostrata feroce verso di noi. La violenza trascina la violenza, l’odio genera e non può che generare l’odio. Io ho per Emile Henry l’ammirazione che prova ogni uomo di cuore per colui , che non contento d’aver sacrifcato una posizione brillante per le sue idee, non esita anche a dare la propria vita “ […] “Quale che sia il vostro verdetto, io continuerò a propagare le mie idee, Viva l’anarchia. (Dictionnaire international des militants anarchistes”, gennaio 1896); 2) “ Io sono pronto, io, ad aggiungere l’azione alla parola. Anarchia vuole dire contro la società, contro l’autorità, io accetto il nome di anarchico e  ne sono fiero. I socialisti preferiscono la tribuna della camera ( nota mia : dei deputati), noi amiamo di più quella della Corte di Assisi.” ( (Dictionnaire international des militants anarchistes”, 1901-1902)

 Bibliografia: su Google : Primo e secondo brano in Georges Thonar in  Dictionnaire international des militants anarchistes , https://militants-anarchistes.info/   ( traduzione italiana da verificare mia)

Nel 1904  Georges Thonar fondò la” Federation amicale des anarchistes de Belgique”  al fine di promuovere , all’interno del movimento anarchico la tendenza organizzativa comunista libertaria  pur lasciando spazio all’autonomia individuale (cfr. brano)

Brano da commentare: “ Il progetto di Thonar si basava sul federalismo e la cooperazione: ogni gruppo e ogni individuo avrebbero conservato la propria autonomia, e nessuno avrebbe potuto imporre decisioni, il che rendeva possibile vincere le reticenze di quanti temevano imposizioni autoritarie. La federazione si sarebbe basata su tre principi: 1) creazione di sezioni locali, circoli di studio e propaganda, destinati a formare i membri attraverso conferenze che trattassero temi sia sociali che scientifici. 2) riunioni mensili dei gruppi partecipanti.;  celebrazioni di un congresso annuale”. ( Claudio Albertani, Il giovane Victor Serge…)

Bibliografia: Claudio Albertani, Il giovane Victor Serge (1890-1919) Ribellione e Anarchia,  BFS edizioni, 2024, p. 68 

Nel 1905 fu tra i fondatori del più strutturato “Groupement communiste libertaire “(CGL), che pubblicava come suo periodico il bollettino “  L’insurgé” e come  manifesto programmatico l’opuscolo di Thonar” Ce que veulent les anarchistes “, che ebbe una grande diffusione. Per le solite ragioni di spazio mi limito a citare solo alcuni brevi brani sparsi.

Brani da commentare: “ … Gli ignoranti e le persone, interessate a creare equivoci hanno, abusivamente, fatto della parola anarchie un sinonimo  della parola disordine. Ora che vi sia ordine o disordine, non vi è anarchia senza esserci assenza di autorità. Le Century Dictionary definisce l’ Anarchia: “ Teoria sociale che considera come ideale l’unione dell’ordine con l’assenza di ogni governo dell’uomo sull’uomo”[…] In effetti gli anarchici sono lontano dall’essere dei partigiani del “disordine”: essi non si rifiutano di conformarsi alla ragione, alla verità, alle concezioni antiche o nuove (nouvelles) per tanto che il loro valore sia dimostrato; ciò che gli anarchici combattono, è la disciplina arbitraria, egoista e autoritaria.: essi non ammettono né autorità dell’uomo sull’uomo né sfruttamento dell’uomo sull’uomo.  E’ una tattica, presso i governanti (dirigeants) dare il nome di “partigiani del disordine “a tutti quelli che rifiutano di sottomettersi ai loro arbitrii. In realtà gli anarchici sono i veri partigiani dell’Ordine, dell’Armoia, e per questo che combattono la Società capitalista dove il disordine è al suo culmine. […] Perché questo nobile ideale è combattuto dagli uni, disdegnato da altri. 1) E’ combattuto da coloro che vivono grazie allo sfruttamento e all’ignoranza ( vivent de l’exploitation  et de l’ignorance”);  che pongono il loro interesse personale al disopra dell’interesse comune e che si preoccupano ( inquietent peu)  poco nel sapere  che il loro benessere  sia fondato sull’ altrui malessere . Costoro non  perdonano all ’anarchismo di mettere i loro mostruosi privilegi in pericolo. 2)   E’   trascurato dagli ignoranti , resi ciechi dai cattivi pastori ( aveuglés par mauvais bergers), che preferiscono vivere nelle illusioni (se bercer  d’illusions). 3) Al di fuori di loro esiste un  pugno di uomini  (poignèe d’ hommes ) che hanno compreso, che sanno ciò che vogliono e vogliono ciò che sanno : sono gli anarchici. Disdegnosi dei compromessi e delle menzogne , essi lottano per la verità. LE LORO CONCEZIONI SONO FECONDE NON SOLAMENTE PER L’AVVENIRE, MA ANCORA E SOPRATTUTTO PER IL PRESENTE, PER I VANTAGGI IMMEDIATI CHE ESSE POSSONO PROCURARE. Lettore! in quale categoria ti inserirai? “ ( Georges Thonar, Ce que veulent les anarchistes, préface de Elisèe Reclus, 1905)

Bibliografia:  Georges Thonar, Ce que veulent les anarchistes, préface de Elisèe Reclus, 1905. Présent Edition 1968, p. 1 e p. 11   ( traduzione italiana da verificare mia)

Nel 1907 Thonar partecipò insieme ad altri delegati belgi, tra cui   Emile Chapelier  ed Henry Fuss   al Congresso di Amsterdam , dove furono trattati e vivacemente dibattuti numerosi temi: l’anarchismo e la sua organizzazione,. il sindacalismo, l’antimilitarismo, l’educazione e altri.

L’attività editoriale di Thonar  continuò incessantemente sino alla chiusura, attorno il 1912 , della sua tipografia.   Nel 1914  di fronte all’invasione tedesca del Belgio dichiarò la sua disponibilità a combattere in difesa della patria/nazione  , anche  se ciò era “profondamente doloroso per lui “anarchico convinto e sincero” (  Guillaume Davranche, Rolf Dupuy, Thonar Georges , op. cit.) 

                                                                           

EMILE CHAPELIER

EMILE CHAPELIER ( 1870- 1933). Sin da ragazzo praticò diversi mestieri: apprendista muratore, calzolaio e infine minatore. A vent’anni aderì all’anarchismo  e da autodidatta  si formò una cultura libertaria, particolarmente centrata  sul neo-malthusianesimo e sul libero amore A questo proposito cito alcuni brevi brani di Chapelier tratti dal libro sull’anarchismo belga di Jean De Meur.

Brani da commentare:  “ Ci si dice: Dio benedice le grandi famiglie. Sarebbe meglio che le nutrisse…” Se adottando il dogma religioso, bisogna ammettere che l’atto sessuale è immorale, bisogna anche ammettere che Dio lo sarebbe ancora di più, poiché è lui che ne avrebbe creato il bisogno e i mezzi” … “ A! Questa santa ignoranza, cara a tutti i preti, a tutti i pilastri del potere, essa è ben la madre di tutti i i vizi e di tutti i crimini con cui pretendono giustificare il loro mestiere di moralisti e di giustizieri”… ( frammenti di scritti di Emile Chapelier)

Bibliografia: in  Jean De Meur , L’anarchisme en Belgique. La contestation permanente, Pierre De Meyere Editeur, 1970 p. 59. La traduzione italiana da verificare è mia.

Numerose furono le appassionanti  conferenze di Chapelier durante i raduni operai che  ebbero spesso come esito  condanne in carcere o multe. Fu anche accusato per   ben due volte ad avere partecipato ad attentati contro il re Alberto, ma ne uscì sempre innocente. Collaborò strettamente con Thonar e ne ebbe il pieno sostegno, quando con la sua compagna  VALENTINE DAVID (1873 - ?) fondò la Comune di Stockel. Chapelier aveva incontrato, nel 1902, Valentine, allora trentenne, segnata da una esistenza particolarmente travagliata e squallida, ma psicologicamente non rassegnata. (cfr. brano)

Brano da commentare: “ Nata in una famiglia cattolica , Valentine Davide  lavorò dall’età di 12 anni in un laboratorio di cucito.  Due anni più tardi sua madre morì e suo padre si risposò con una “megera” che ella non poteva sopportare. Dopo avere lasciato la sua famiglia, essa sopravvisse poveramente facendo diversi piccoli mestieri: commessa di un laboratorio (atelier) di cucito.  E’ all’inizio degli anni ‘1900)  che ella incontra Emile Chapellier  , di cui divenne la compagna e che la introdusse all’anarchismo. Dopo avere rotto ogni contatto con la sua famiglia, ella collaborò nel 1902 a L’ Insurgé poi nel 1905 alla colonia libertaria L’ experience che il suo compagno ( compagnon) andava a fondare a Stockel -Bois. … “  ( Valentine David ad nomen in  Colonie L’Experience< in Dictionnaire International…)

Bibliografia: Prima parte della sua biografia in  Dictionnaire international des militants anarchistes , https://militants-anarchistes.info/  . La traduzione italiana da verificare è mia.


La Colonie ” L’ Experience “si dissolse, tra il 1907 e il 1908, per vari motivi, tra cui contribuì anche la rottura del rapporto di coppia tra Valentine David e Emile Chapelier “  (cfr. brano)

Brano da commentare: “ Nel 1907 la coppia si ruppe (dechira) quando Emile Chapelier  impose a Valentina la sua nuova compagna l’attrice Laurence Lequerq – egli metterà in scena la piéce  teatrale L’amore in Libertà dove essi  interpretavano  i propri ruoli -  spingendo Emile Chapelier   alla partenza  dalla colonia nel febbraio 1908 poi di Valentine David, che raggiunse allora Antoine Mathay che aveva lasciato la colonia nel luglio 1907 per aprire a Parigi un  magazzino di calzature  […]  Antoine Mathay ( n. 1876 - ?) si era inserito (integré) all’inizio dell’agosto 1906  con la sua compagna Jeanne Martin e Gustavo il figlio di quest’ultima, alla colonia comunista libertaria “L’Experience” fondata a Stockel-Bois da Emile Chapelier. Egli continuò a lavorare come calzolaio fino all’agosto 1907 , quando in seguito a delle relazioni difficili con Jeanne Martin ( nota mia: tra cui il rifiuto di Jeanne a mettere  altri figli al mondo]  divenuta allora la compagna di Eugène Gaspard Marin, egli lasciò la colonia e andò a Parigi dove contava di aprire un negozio (magasin) di calzature. “ ( voci Valentin David (seguito) e Antoine Matthay in  in  Colonie L’Experience< in Dictionnaire International…)

Bibliografia:  Seconda parte della biografia di David Valentine e breve biografia di Antoine  Matthay bio“Colonie  L’Experience”  in  Dictionnaire international des militants anarchistes , https://militants-anarchistes.info/  La traduzione italiana da verificare è mia. Sotto la voce Colonie,  L' Experience  vi sono anche  brevi notizie biografiche su altri compagni e compagne che vissero nella comune: GEORGE BELIOT, DOMINIQUE BOUQUET (n. 1880 – m. ?), MARCEL BYLLON, F. JOSEPH PAUL (N. 1880 – m. ?), ALPHONSE SCHOUTETEN, FELIX SPRINGEL, (n. 1873- m. ?) , CATHERINE VANDERHEYDEN  (n. 1882-m. ?)

Una versione più articolata  della rottura tra Emile e Valentine la si trova, poi,  nel diario di Eugene Gaspard  Marin così come è riportata da Jacques Gillen nella sua tesi presentata  all’ Université Libre de Bruxelles per ottenere la licenza in  Storia Contemporanea nell’anno 1996-97. (cfr. brano)

Brano da commentare: “ Emile Chapelier aveva introdotto Laurence Lequerq (attrice) alla colonia perché aveva una relazione con lei. Valentin David lo sospettava e manifestava la su gelosia ed Emile Chapelier la rimproverava di gettarlo nelle braccia di un'altra. Egli metterà i suoi desideri i scena in una piece teatrale intitolata L’amour en Liberté . Gli attori [perché comprende che l’amore libero è la relazione migliore. Era un mezzo per  Emile Chapelier di giustificare in anticipo il suo legame con Laurence. Tuttavia, recitare questa pièce è una  situazione per lo meno difficile per Valentina e imbarazzante per Laurence.,  cosicch nel mese di dicembre  Valentina volle partire “ La situazione è insostenibile “ scrive allora Eugene Gaspard Marin nel suo diario Chapelier obbligava Valentina a restare e a dormire con lui e Laurence. Poco importano le peripezie successive. Eugene Gaspard Marin interverrà presso i protagonisti per trovare una soluzione ma se ne pentirà. […] La situazione persiste fino al mese di febbraio 1908 e, dopo molteplici episodi finì per scoppiare. […] Il [nota mia: Emile Chapelier] decide di lasciare la colonia e Valentine reagisce nello stesso modo e raggiunge Antoine Mathay a Parigi”.

Bibliografia: Jacques Gillen, Les activitès en Belgique d’un antropologue anarchiste: Eugene Gaspard  Marin (1883 – 1969)  Mémoire  de licence en Histoire contemporaine  sous la direction di Anne Morelli , Université Libre de Bruxelles, 1996-97 pp. 37-38 in http://anarlivres.free.fr/pages/documents/Stockel-Bois.pdf

Dopo alcune brevi esperienze nel POB ( Partito Operaio belga) e nel Partito Comunista Belga, Emile Chapelier riprese in modo autonomo i suoi ideali giovanili.

                                                                                

EUGENE GASPARD MARIN

EUGENE GASPARD MARIN (1883-1969) (noto anche  con lo pseudonimo, GASSY MARIN): Influenzato, giovanissimo, dalla lettura del romanzo di Tolstoi , Resurrezione” dove erano criticati i privilegi dell’aristocrazia e della borghesia, ruppe con la sua famiglia, proprietaria di un’ impresa di pittura -decorazione, per aderire, adottando un nuovo stile di vita,  all’anarchismo.  Entrato in contatto con Chapelier, divenne il suo braccio destro nel gestire le attività culturali (apprendimento dell’esperanto, conferenze sul neo-malthusianesimo anarchico, sul libero amore, e sull’anticlericalismo,ecc.) della colonia “ L’Experience”. Collaborò, contemporaneamente,  ai giornali  L’Insurgé (1903-1909) e  L’ Emancipateur (1906) . Al Congresso di Amsterdam , nel 1907) Chapelier e Marin presentarono una loro relazione sull’ esperanto, che divenne , poi, uno dei testi chiave della biblioteca della colonia. Su sua iniziativa fu introdotta nella Colonia una tipografia, con la quale, tra l’altro, si pubblicò il giornale Le communiste, che divenne l’organo ufficiale della colonia. Eugene Marin contattò anche il Gruppo rivoluzionario di Bruxelles, di tendenza individualista, di cui facevano parte , tra altri, Victor  Kibaltchiche ( noto anche come Victor Serge) e Raymond Callemin , detto “La science”, che per un certo periodo, come vedremo , faranno parte anche loro della Colonia, “L’Exsperience”.  Importante fu anche un suo diario , dove minuziosamente furono registrati  gli  eventi principali e gli orientamenti della Colonia. Cito, per ragioni di spazio, solo alcuni brani estratti dal diario di Gassy Marin riportati da  Jacques Gillen nella sua tesi universitaria  presentata all Université Libre de Bruxelles nell'anno( 1966-67 (cfr. brani)

Brani da commentare: “ Obiettivi della Colonia […] “ Non si tratta che di una esperienza ed è (questo) d’ altra parte il nome che dettero alla colonia nel mese di gennaio 1906. […] – L’assenza totale di proprietà non potrà, in seno alla comunità,  dichiararsi proprietario di qualsiasi cosa – Ognuno potrà lavorare secondo le sue proprie forze e le sue proprie attitudini, ogni individuo essendo libero  di imporsi la sua disciplina – Tutti consumeranno liberamente secondo i propri bisogni senza che si possa propriamente parlare di una retribuzione del lavoro – La collettività ignorerà l’esistenza delle famiglie, ciò che implica che quelli che avranno bambini non dovranno produrre più degli altri -  La donna godrà delle stesse libertà e dei privilegi dell’uomo, ella non dovrà essere vincolata al suo “maschio”: l’amore dovrà essere praticamente libero senza che il libertinaggio  sia favorito” […] Storia economica della colonia: […] Noi abbiamo tutte le ragioni per essere soddisfatti dei nostri risultati soprattutto se si tiene conto […] della nostra grande inesperienza in avicultura ( noi abbiamo  appreso tutto a nostre spese.” - :  “ Mancando il burro, a volte anche il pane e il carbone, mangiamo   solitamente pomodori su un fuoco di legna (feu du bois)” –  “Oggi, una sorpresa ci attende! Le compagne questa volta hanno preparato un vero pranzo,  che si compone di un piatto di uova seguito da un grande  piatto di riso ” terzo congresso del Gruppo Comunista Libertario , che si tenne alla colonia nel mese di luglio 1906: “ Il congresso è interrotto verso le  4 heures  per il pranzo all’aperto.  Il pasto era composto da una zuppa di piselli, di insalata di lattughe e pomodori con delle uova , poi riso, e per finire una compote di prugne ”  (secondo anniversario della colonia: “3 aprile 1907…) Noi gustiamo un piatto di crêpes in occasione del secondo anniversario della prima installazione a Stockel-Bois!! – “ Le compagne [ quando la colonia ebbe dei grossi problemi finanziari durante i primi mesi del 1907, la nutrizione fu quella dei più poveri dei vagabondi]  colgono nei ruscelli e lungo le scarpate dei ciuffi di erbacce ( crescione, tarassaco, ortiche, acetosella selvaggia), che loro trasformarono in deliziose zuppe (potages) e in cibi squisiti (succolents)“  “Felicemente il panettiere sembra volerci fare un credito illimitato” –  "  Sin tanto che la nuova società non potrà soddisfare tutti i bisogni morali o intellettuali dei coloni, i guadagni (benefices) che le necessità della colonia lasceranno disponibili saranno redistribuiti tra loro, e ciò col fine di preservare l’indipendenza intellettuale e morale di ciascuno " - “ Questa volta la miseria raggiunse il suo massimo, ( nota mia: riferimento ai mancati guadagni , che ci si era ripromessi, in vista dell'inverno, dalla rappresentazione, nel novembre 1906 di opere teatrali, scritte per la maggior parte  da Emile Chapelier)  parecchi persero il gusto del lavoro,  e si raggruppavano intorno al fuoco dove bruciavano gli ultimi blocchi di carbone. Felix [Springael] sopportò particolarmente male la miseria: si inacidì (il s’aigrit) e comunicò il suo scoraggiamento agli altri: già egli pretese di fare qualche brutto colpo, ciò che rese la situazione ancora più critica  i propositi degenerarono: la fame ha fatto uscire il lupo dal bosco” . […]-     Problemi d’ intesa tra i compagni : […] Arrivando qui, ciascuno ha conservato dei difetti (tares) risultanti  dalla nostra eredità e dalle influenze  degli ambienti malsani dove siamo cresciuti. 1. Il regime coercitivo e proprietario ci ha fatto adottare certe espressioni e attitudini autoritarie e individualiste che, in questo ambiente più libero e più fraterno, si accusano brutalmente:  esse offendono e innervosiscono  2. Invece di condividere le  proprie lagnanze alle persone interessate, si preferisce generalmente di dirle a persone , che hanno le stesse ragioni di lamentarsi di se stessi (de se plaindre que soi); e, poco a poco, senza saperlo, da entrambe le parti si fa un elenco di tutte le rimostranze (l se fait de part et d’autre tout un bilan de griefs); la situazione degenera e la discordia scoppia. 3. La conseguenza del 2° è che invece di apprendere (apprendre) a conoscere se stessi e gli altri e, pertanto, amarsi , ci si illude e si diventa incapaci a sentirsi dire i propri difetti: si pensa  a vendicarsi ben più che a perfezionarsi”. “ Parecchi di noi, inoltre, sopportano male il gomito gomito (coude à coude),  forzato e costante con tutti gli altri ( nota mia: riferimento alla piccolezza degli alloggi ] e le difficoltà materiali che ci hanno perseguito nel corso di tutto l’  inverno [1907] hanno inasprito (aigri)  alcuni caratteri”  “Per la seconda volta [nota mia: nel 1908] , noi abbiamo potuto constatare che il gomito gomito perpetuo e obbligatorio era molto dannoso  (defectueux) nel senso che i difetti (travers) di ciascuno (il disordine e la sporcizia)   erano (s ‘y trouvaient) moltiplicati dai difetti di tutti e non tardavano a rendere la vita molto poco gradevole e smorzavano le iniziative individuali”.  “ La colonia fu sull’ orlo del colasso  ( a deux doigts  de sa perte) [ nota mia: il che poi, da lì a poco avvenne]. (Jacques Gillen, Les activitès en Belgique d’un antropologue anarchiste ….)

Bibliografia: Jacques Gillen, Les activitès en Belgique d’un antropologue anarchiste: Eugene Gaspard  Marin (1883 – 1969)  Mémoire  de licence en Histoire contemporaine  sous la direction di Anne Morelli , Université Libre de Bruxelles, 1996-97 pp. 16-17, 20, 21, 22, 23, 35, 36 in http://anarlivres.free.fr/pages/documents/Stockel-Bois.pdf.  (traduzione italiana da verificare è mia)

 Dopo lo scioglimento definitivo della colonia “L’ Experience”  Eugene Gaspasrd Marin e la sua compagna Jeanne Martin frequentarono l’ Universitè Libre de Bruxelles , dove ancora fortemente si sentiva l’ influenza  scientifica e libertaria di Elisée Reclus,  e in particolare  si concentrarono sull’antropologia. Durante la prima guerra mondiale, insieme a Jeanne,  si trasferirono a Londra nella comunità tolstoiana di Whiteaway, di cui fu segretario  dal 1914 al 1928. Fondò, poi all’interno della colonia, una scuola, dove particolare attenzione era riservata all’apprendimento e alla diffusione dell’esperanto, che restò aperta sino al 1936.   Eugéne Marin  partecipò, inoltre,  attivamente alla liberazione  di Victor Serge e di Nicolas Lazarevitch, prigionieri nella Russia stalinista. Tra il 1928 e il 1938   compì numerosi viaggi al fine di studiare gli usi e i costumi di numerosi popoli  adottando un originale metodo d’indagine antropologica, operante sul campo e condividendo per quanto possibile la loro vita. (cfr .brano)

Brano da commentare: “ Dopo una traversata dell’ Europa in bicicletta fino in Grecia, questo viaggio lo conduce in particolare  in Egitto, in Sudan, in Etiopia, in India, in Birmania, in Cina e in Giappone. Al ritorno passa per l’URSS, l’Iran,l’Iraq, il Libano, la Siria, la Turchia, la Polonia prima di raggiungere l’Europa del Nord attraverso l’Albania. Egli compì questo viaggio con pochi mezzi, sia a piedi, sia con mezzi di trasporto tra i più vari. Egli soggiornò presso gli abitanti delle regioni che visitò e si sforzò di familiarizzarsi con la loro lingua, i loro costumi e di condividere il loro modo di vita. Al suo ritorno nel 1938, Eugene Gaspard Marin racconta le sue peregrinazioni in un testo inedito, scritto in esperanto, intitolato Ten Years Wandering trough the Old World.  Negli anni seguenti e fino alla sua morte nel 1969 egli si consacra a classificare e a studiare le informazioni e gli innumerevoli oggetti che  aveva riportato da questo viaggio. Ispirandosi alle idee di Guillaume De Greef, egli sviluppò una metodologia ispirata alle scienze naturali e proseguì i lavori antropologici sulla vita pratica, che egli aveva iniziato negli anni  1920, di cui qualcuno è stato pubblicato.  ( Davranche G., Martin Eugéne Gaspard…)

Bibliografia: G. Dravanche, Marin Eugéne Gaspard in Dictionnaire des  anarchistes, Site Web : fusilles-40-44 .maitron.fr

                                                                                    

COLONIA DI STOCKEL-BOIS

 Interessante , infine, mi sembra  la suggestiva testimonianza di Victor Serge quando da giovane era arrivato, insieme  a Raymond Callemin, alla Colonia di Stockel-Bois  restandovi per un certo periodo di  tempo condividendo la vita dei compagni e compagne residenti. (cfr. brano)

Brano da commentare: “ Il socialismo era riformismo, parlamentarismo, dottrinarismo arcigno, la sua intransigenza si incarnava in Jules Guesde, che faceva pensare a una città futura dove tutte le case si assomiglierebbero, con uno Stato onnipotente, duro con gli eretici. Il correttivo di questa aridità dottrinale era che non ci si credeva. Avevamo bisogno di un assoluto, ma di libertà, senza metafisica superflua: di una regola di vita, ma disinteressata, di una regola d’azione, ma non per installarci in questo mondo soffocante […] La regola, fu l’anarchico a offrircela. Quello a cui penso è morto qualche anno fa: la sua ombra è presente, più grande di lui. Minatore del Borinage, da poco uscito di prigione, Emile Chapellier aveva allora fondato una colonia comunista – sarebbe più esatto dire comunitaria – nella foresta di Soignes, a Stockel […] Giungemmo per sentieri pieni di sole, davanti a una siepe, poi a una porticina…. Ronzio di api, colore dorato, diciott’anni, soglia dell’anarchia! Là, all’ aria aperta c’era un tavolo carico di manifestini e di opuscoli. […] Un piattino , degli spiccioli dentro, un biglietto “ prendete quel che volete, mettete quel che potete “ Straordinaria e sconvolgente trovata! […] I soldi abbandonati dall’anarchia in faccia al cielo ci meravigliarono. Si faceva un pezzo di sentiero e si arrivava a una casetta bianca, sotto le fronde. “ Fai quel che vuoi” , al di sopra della porta, aperta a chiunque capitasse. […] Queste colonie di solito declinavano abbastanza presto, per mancanza di mezzi; benché la gelosia ne fosse formalmente bandita, le storie di donne, anche se finivano con gare di generosità, producevano i più grossi guai. La colonia di Stockel, trasferita a  Boitsfort, vegetò per diversi anni: vi imparammo a redigere, a comporre, a correggere, stampare noi stessi il nostro “ Communiste” di quattro piccole pagine…” ( Victor Serge,  Memorie di un rivoluzionario 1901-1941)

Bibliografia:  Victor Serge,  Memorie di un rivoluzionario1901-1941  tascabili e/o, 2012 pp. 17-18.  Cfr. anche Anne Steiner, Les  En-dehors. Anarchistes individualistes et illegalistes a la “ Belle Epoque”, Editions  L’ Echappée, 2008, pp. 68-69, e  Claudio Albertani, Il giovane Victor Serge (1890-1919) Ribellione e anarchia, BFS , 2024 p. 69-72 e p. 75, dove, l'autore nota come nel diario di Eugene Gaspard Marin Victor Serge e Raymond Callemin non venissero menzionati.

                                                                                      

ERNESTAN

 ERNEST TARENZ ( detto Ernestan) (1898-1954) Nato a Gand da famiglia benestante. A causa della prima guerra mondiale dovette interrompere gli studi. un negozio d’antiquariato che gli permise anche per il futuro  un sufficiente benessere economico . Risolto così il problema della sopravvivenza si avvicinò dal 1921 all’anarchismo, spinto dalla profonda ripugnanza che, negli anni dell’adolescenza, aveva maturato nei confronti della guerra e del militarismo. La sua forzata giovanile interruzione agli studi lo spinse , inoltre, a formarsi come autodidatta una solida e crescente cultura libertaria che sempre più si focalizzò sulla  radicata contrapposizione tra il principio della libertà e quello  di autorità. (cfr. brano da commentare)

Brano da commentare: “ E quando infine, le società diventarono delle grandi e potenti nazioni, l’individuo non fu più che una particella di un grande corpo sociale e implacabilmente sottomesso alla ragione di Stato. Tuttavia la natura dell’uomo non era cambiata; il suo straordinario bisogno di realizzazione, la sua reazione e la sua ribellione contro tutto ciò che lo comprime,  soffoca  o schiaccia la sua personalità sono,  checché se ne dica, dei sentimenti latenti, eterni e invincibili, fino a quando, almeno, che gli uomini conservano uno slancio vitale e un istinto creatore. Ed è così pertanto, che, in tutto il corso della storia, in modo silenzioso o rumoroso,  individuale o in gruppo, per  astuzia,  inerzia,  rifiuto o  armi alla mano ogni costrizione, ogni oppressione, ogni sfruttamento sociale   fanno sorgere dei ribelli (insoumis), dei contestatori o dei rivoltosi che guidarono la lotta. Ed è in questa lotta e per questa lotta che apparve nell'uomo il principio  (notion) di libertà."  ( da Ernestan, Valeur de la liberté …

Bibliografia: in  Jean De Meur , L’anarchisme en Belgique. La contestation permanente, Pierre De Meyere Editeur, 1970 p. 59. La traduzione italiana è mia.

Nel breve saggio Gli anarchici e la superstizione marxista Ernestan coglie una delle differenze sostanziali tra la concezione marxista e quella libertaria. (cfr. brano)

Brano da commentare: “ Il marxismo e l’anarchismo differiscono fondamentalmente , irriducibilmente ed assolutamente nel loro modo di considerare l’uomo. […] Per i marxisti , gli elementi sociali che agiscono si trovano fuori dell’uomo.  Costui non è che il giocattolo di forze astratte e mitiche che si chiamano l’economia, la dialettica, la storia o altrimenti. Forze che obbediscono a delle leggi di cui il marxismo portò la rivelazione. […] In conclusione , sotto la sua fraseologia scientifica, il suo materialismo assoluto e il suo antifilosofismo nichilista, Marx non fu che un credente alla ricerca di un credo. E se egli era così agguerrito di scienza, era perché contava di trovare in essa un nuovo assoluto. Marx ed i suoi dialettici hanno un bel ripudiare sdegnosamente le religioni e i loro dei, in realtà non possono concepire il mondo e l’uomo in balia di se stessi, senza leggi rigide ed eterne che li guidano infallibilmente. In altre parole, Marx sostituisce Dio con la fatalità. [….] Considerando così l’aspetto essenziale del marxismo si afferra per esempio tutto il significato delle proteste e delle rivolte di Bakunin. Mentre il professore Marx costruiva pesantemente il suo nuovo vangelo Bakunin il ribelle errante si accaniva nei suoi scritti, ad abbattere  nei suoi ultimi baluardi l’idea di Dio e, con una lucidità geniale, identifica “Dio e lo Stato”. […] Questo  primo grande avversario di Marx, nato in pieno feudalesimo russo aveva compreso , quasi un secolo fa, il ruolo mitico e mistico dello Stato che abbiamo visto amplificarsi mostruosamente nello Stato totalitario del XX secolo. […] L’anarchismo è l’erede ed il continuatore del socialismo autentico. . Esso solo ha trasmesso fino a noi ciò che il socialismo ha di essenziale e senza il quale non è più niente: il senso della libertà. …”.  (da  Ernestan, Gli anarchici e la superstizione marxista…)

Bibliografia: Ernestan Tu sei anarchico  Gli anarchici e la superstizione marxista e Volin Il fascismo rosso, La rivolta, 1978, p. 34- 35 – 37. Per quanto riguarda il primo saggio , Tu sei anarchico,  esso affronta numerosi argomenti ( Direzione senza autorità, Società senza Stato, Socialismo nella libertà, Capitalismo di Stato, Violenza e non violenza, Mito russo e Individualismo socialista) sotto forma, come il Fra contadini di Errico Malatesta , di un dialogo tra due persone.

Con lo pseudonimo “Ernestan” ( dalle parole iniziali di Ernest  e Tanrez) collaborò a numerose  riviste e giornali anarchici, tra cui il  Bulletin Libertaire , espressione  del gruppo libertario di Bruxelles ,, L’Emancipateur , Combat e anche altre pubblicate e   diffuse fuori dal Belgio. Ernestan tenne, inoltre, negli anni venti e trenta del secolo scorso, accalorate conferenze durante le campagne in difesa di  anarchici  arrestati, tra cui Sacco e Vanzetti, Francesco Ghezzi, detenuto in Russia e per la liberazione degli obiettori di coscienza, Hem Day e Leo Champion. Con Leo Champion fondò poi il giornale Liberation. Fondò, poi,  con  Leo Champion il giornale Ribellion  in appoggio ai rivoluzionari spagnoli. Fu favorevole alla Piattaforma per un partito comunista anarchico proposta da Archinoff e da  Makno . (cfr. post: NESTOR MAKNO  ) Nel 1940  Ernestan fuggì dal Belgio, invaso dai nazisti  e si recò in Francia, ma  dopo l’invasione dei nazisti anche della Francia, fu arrestato e inviato al campo di Vernet d’ Ariege. Liberato, tornò in Belgio, dove fu nuovamente arrestato dalla Gestapo e detenuto al campo di Breendonck vicino a Malin, da dove, infine, uscì fortemente debilitato fisicamente e psicologicamente. Dopo la fine della guerra riprese i tours di conferenze e le collaborazioni sui giornali, tra cui la rivista di Giovanna Berneri, Volontà .

                                                               


HEM DAY (1902-1969) il cui vero nome era  MARCEL DIEU ( lo pseudonimo nacque dalle prime due iniziali del suo vero cognome e , probabilmente dalle implicazioni dogmatiche del concetto di Dio). Nato in Belgio, fu  librario , editore, anarchico, antimilitarista, neo-malthusiano e  massone. Su sua iniziative, nel 1927,  il Comitato Internazionale di difesa anarchica (CIDA) si mobilitò in favore di Sacco e Vanzetti e quasi contemporaneamente per la liberazione di Durruti, Ascaso e Jover , che, arrestati in Belgio” rischiavano la estradizione in Spagna, dove pendeva su di loro una condanna a morte.   Purtroppo, come è noto, fu solo questa campagna che  ottenne successo. Alla fine degli anni venti e per tutti i  trenta  la sua libreria “ Aux Joieux de l’ Esprit, fu, tra l’altro, un abituale punto di incontro per tutti i compagni, che fuggivano le  dittature fasciste (  italiani,spagnoli, tedeschi ecc.) . Espressione delle sue idee libertarie fu inoltre la sua rivista  Pensées et action “. Nel 1933 il ministro liberale  belga della Difesa  ,  M. Devéze, presentò una proposta di legge che proibiva ogni  diffusione delle idee antimilitariste, nonostante che , in sede internazionale, valesse ancora il Patto  Briand –Kellog , firmato nel 1928,   che aveva messo al bando la guerra e a cui avevano aderito ben 57 stati. Hem Day e il suo amico  LEO CAMPION  rinviarono i loro libretti militari in nome  del diritto alla disobbedienza civile  nei confronti degli eserciti  e della guerra -Furono per ciò processati e l' autodifesa di Hem Day   riscosse una forte risonanza nell’ opinione pubblica .   (cfr. brano) 
Brano da commentare: “  Non è come accusato, Signori,  ma come accusatore che io mi presento davanti a voi.  Accusatore di un governo che  iscrive nella sua costituzione il Patto  Briand-Kellog e che rinnega la sua firma. Nati in un medesimo  paese, parlando la medesima lingua, noi non ci comprendiamo. Voi siete dei guerrieri, io sono pacifista. Noi siamo tutti pacifisti., direte voi. Ma la differenza tra il mio pacifismo e il vostro, è che io sono in prigione e voi su quei seggi a giudicarmi “  (estratto da una dichiarazione  di Hem Day durante il processo )
Bibliografia:   Xavier  Bekaert, Hem Day libertaire belge anarchiste franc-maçonnerie in http://libertaire.pagesperso-orange.fr/portraits/hemday.htm ( traduzione italiana mia) 
 Hem  Day e Leo Campion  furono condannati, il primo la cui situazione era aggravata da alcuni reati di disobbedienza civile commessi precedentemente,  a 2 anni  di prigione e il secondo a 18 mesi  . Dopo  l’espiazione della pena  furono nuovamente arrestati per lo stesso reato e sottoposti a un nuovo processo sempre per il medesimo reato.  ( Tale circolo vizioso, per cui espiata la condanna si tornava ad essere processati per il medesimo reato divenne poi, , come è tristemente noto ,  una costante, per molti anni,  per coloro che  in nome dell’obiezione di coscienza rifiutavano  gli oneri militari ) . Nel caso di Hem Day e di Leo Campion tale infamia fu , comunque, evitata per un immediato sciopero della fame intrapreso dai due anarchici e da una energica protesta  popolare a loro favore. Hem Day nel 1937 si recò in Spagna per dare il suo contributo alla rivoluzione sociale, pur , mantenendo la propria opposizione ad ogni tipo di guerra e optando per un’azione solidale non violenta . (cfr. brano)  
Brano da commentare: “ Intraprendere una rivoluzione […]  tramite una violenza estrema, appare oggi  come terribilmente   assurda . Altrettanto quanto la guerra. La dipendenza tra gli Stati […] così che la mostruosa efficacia degli strumenti di distruzione, rendono catastrofico il ricorso alla violenza estrema collettiva […] Ci sembra dunque necessario , non tanto di condannarla, ma di mostrarne i rischi troppo grossi, la follia e di consigliare un altro metodo di lotta per sopprimere il capitalismo o abbattere il fascismo”  ( estratto da un discorso di Hem Day  dutante una conferenza contro il militarismo nel 1937)
Durante  la seconda guerra mondiale e , poi, nelle guerre francesi in Indocina e in Algeria,  la sua libreria, , continuò ad essere un essenziale punto di riferimento per tutti i refrattari .
Bibliografia,  Xavier Bekaert /Marianne  Enckel, Hem Day in Les anarchistes. Dictionnaire biographique du mouvement libertiare francophone, Les editions de l’atelier, 2014 p. 395
                                                                           
LEO CAMPION
 LEO CAMPION (1905-1992) disegnatore, caricaturista, cantautore, direttore di cabaret, attore, produttore di radio e di televisione, anarchico, pacifista, libero pensatore e framassone.  Figlio di un belga e di una francese alternò la sua esistenza tra Parigi e  Bruxelles. Nel 1933 , insieme al suo grande amico Hem Day fu processato per avere rinviato il suo libretto militare quale protesta per la proposta di legge contro gli antimilitaristi ,presentata dal ministro  liberale, M. Devéze. Durante  la seconda guerra mondiale partecipò attivamente a Parigi alla resistenza nazi-fascista.  Sulle  motivazioni alla base  della sua adesione  alla massoneria , ci sono rimaste alcune  considerazioni sul legame  esistente, secondo lui,  tra questa e l' anarchismo. (cfr. brano) 
Brano da commentare: “ Per gli anarchici come per i framassoni, il comune denominatore è l’uomo. Anarchismo e  Massoneria sono tutti e due basate su un comportamento  morale   ( “sur une morale du comportement “)  dell’ uomo. Tutti e due pretendono all’universale.. Tutti e due  associano,  in modo complementare e armonioso, l’individuo al sociale. [...]I suoi  metodi ( nota mia: della massoneria) così particolari di lavoro,  la serenità delle sue tenute  (tenues),  le sue tradizioni e i suoi riti liberamente accettati, i suoi simboli liberamente interpretati, una totale libertà di espressione nella tolleranza e la fraternità, un processo iniziatico eccezionale di perfezionamento e di emancipazione degli individui nelle loro diversità, il  Massone libero, nella Loggia libera, fanno sì che un anarchico è nella Massoneria  come un pesce nell’ acqua. Perché l’anarchico è un uomo libero. Ora bisogna essere un uomo libero per accettare (e non subire) una disciplina. Perché non vi è una disciplina valida che quella alla quale ci si sottomette liberamente e spontaneamente. Sia che ciò avvenga in una collettività libertaria o in una loggia massonica” ( Leo Campion,  L’anarchisme et la Massonerie) 
Bibliografia: in  http:// recollectionbooks.com/bleed/Encyclopedia/CampionLeo/Le….
                                                             
     L'ironia sottintesa  nelle due immagini qui sopra e nelle due didascalie che le accompagnano, mi sembra, che siano rivelatrici dello spirito scherzoso e libertario di Leo Campion.

                                                                         

 
 
 
 

 
 
 
 
 

 
                                                                                          


                                                                      

                                                             
                          
 

Nessun commento:

Posta un commento