THONAR
GEORGES
( vero nome Georges De Behogne )
( 1876-1918) , anarchico, tipografo, fondatore
di numerosi giornali e opuscoli, giornalista, anarchico
Dopo aver
militato per un breve periodo di tempo
nel Partito Operaio belga (POB) aderì all’ anarchismo e fondò il giornale “ Le
Pygmée” il cui scopo era ben evidenziato sin dalla sua prima e forse ,
se ho capito bene, unica uscita. (cfr. brano)
Brano
da commentare: “ Il nostro scopo non è lungo da definire: lottare senza tregua
e senza sosta per ciò che rappresenta l’ideale di giustizia , di Verità e di
Libertà: l’ Anarchia.” ( Dictionnaire internationale des militants anarchistes,
gennaio 1895) (
traduzione italiana da verificare mia)
Bibliografia: su Google : Georges Thonar
in Dictionnaire international des
militants anarchistes , https://militants-anarchistes.info/
( traduzione italiana da verificare mia, il che vale anche per tutti i seguenti brani citati in questo post tratti da testi francesi)
Seguirono a
questa pubblicazione molte altre, di cui
fu collaboratore o editore, tra cui L’Insurgé,
per cui come
responsabile di quel giornale fu condannato, tra l'altro, a due mesi di prigione per un articolo su Emile Henry . Più tardi in seguito alla sua espulsione, insieme ad altri anarchici, dalla Casa del Popolo di tendenza socialista
parlamentare, evidenziò polemicamente la differenza socialisti autoritari e anarchici.. (cfr. primo e secondo brano)
Brano da commentare: 1) “ Io non devo né
approvare né disapprovare le azioni di Emile Henry, non spettando a me di pormi come
giudice. Se degli anarchici hanno commesso ciò che voi chiamate crimini, non
spetta alla borghesia di rimproverarli Perché essa si è sempre mostrata feroce
verso di noi. La violenza trascina la violenza, l’odio genera e non può che
generare l’odio. Io ho per Emile Henry l’ammirazione che prova ogni uomo di
cuore per colui , che non contento d’aver sacrifcato una posizione brillante
per le sue idee, non esita anche a dare la propria vita “ […] “Quale che sia il
vostro verdetto, io continuerò a propagare le mie idee, Viva l’anarchia. (Dictionnaire
international des militants anarchistes”, gennaio 1896); 2) “ Io sono pronto, io,
ad aggiungere l’azione alla parola. Anarchia vuole dire contro la società,
contro l’autorità, io accetto il nome di anarchico e ne sono fiero. I socialisti preferiscono la
tribuna della camera ( nota mia : dei deputati), noi amiamo di più
quella della Corte di Assisi.” ( (Dictionnaire international des militants
anarchistes”, 1901-1902)
Bibliografia: su Google : Primo e secondo brano in Georges
Thonar in Dictionnaire
international des militants anarchistes , https://militants-anarchistes.info/
( traduzione italiana da verificare mia)
Nel 1904 Georges
Thonar fondò la” Federation amicale des anarchistes de Belgique” al fine di promuovere , all’interno del
movimento anarchico la tendenza organizzativa comunista libertaria pur lasciando spazio all’autonomia individuale
(cfr. brano)
Brano da commentare: “ Il progetto di Thonar si
basava sul federalismo e la cooperazione: ogni gruppo e ogni individuo
avrebbero conservato la propria autonomia, e nessuno avrebbe potuto imporre
decisioni, il che rendeva possibile vincere le reticenze di quanti temevano
imposizioni autoritarie. La federazione si sarebbe basata su tre principi: 1)
creazione di sezioni locali, circoli di studio e propaganda, destinati a
formare i membri attraverso conferenze che trattassero temi sia sociali che
scientifici. 2) riunioni mensili dei gruppi partecipanti.; celebrazioni di un congresso annuale”. (
Claudio Albertani, Il giovane Victor Serge…)
Bibliografia:
Claudio Albertani, Il giovane Victor Serge (1890-1919) Ribellione e Anarchia, BFS edizioni, 2024, p. 68
Nel 1905 fu
tra i fondatori del più strutturato “Groupement communiste libertaire “(CGL), che
pubblicava come suo periodico il bollettino “
L’insurgé” e come manifesto
programmatico l’opuscolo di Thonar” Ce que veulent les anarchistes “, che ebbe una grande diffusione. Per le
solite ragioni di spazio mi limito a citare solo alcuni brevi brani sparsi.
Brani da commentare: “ … Gli ignoranti e le
persone, interessate a creare equivoci hanno, abusivamente, fatto della parola
anarchie un sinonimo della parola disordine.
Ora che vi sia ordine o disordine, non vi è anarchia senza esserci assenza di
autorità. Le Century Dictionary definisce l’ Anarchia: “ Teoria sociale che
considera come ideale l’unione dell’ordine con l’assenza di ogni governo
dell’uomo sull’uomo”[…] In effetti gli anarchici sono lontano dall’essere dei
partigiani del “disordine”: essi non si rifiutano di conformarsi alla ragione,
alla verità, alle concezioni antiche o nuove (nouvelles) per tanto che il loro
valore sia dimostrato; ciò che gli anarchici combattono, è la disciplina
arbitraria, egoista e autoritaria.: essi non ammettono né autorità dell’uomo
sull’uomo né sfruttamento dell’uomo sull’uomo.
E’ una tattica, presso i governanti (dirigeants) dare il nome di
“partigiani del disordine “a tutti quelli che rifiutano di sottomettersi ai
loro arbitrii. In realtà gli anarchici sono i veri partigiani dell’Ordine,
dell’Armoia, e per questo che combattono la Società capitalista dove il
disordine è al suo culmine. […] Perché questo nobile ideale è combattuto dagli
uni, disdegnato da altri. 1) E’ combattuto da coloro che vivono grazie allo
sfruttamento e all’ignoranza ( vivent de l’exploitation et de l’ignorance”); che pongono il loro interesse personale al
disopra dell’interesse comune e che si preoccupano ( inquietent peu) poco nel sapere che il loro benessere sia fondato sull’ altrui malessere . Costoro
non perdonano all ’anarchismo di mettere
i loro mostruosi privilegi in pericolo. 2)
E’ trascurato dagli ignoranti , resi ciechi dai
cattivi pastori ( aveuglés par mauvais bergers), che preferiscono vivere nelle
illusioni (se bercer d’illusions). 3) Al
di fuori di loro esiste un pugno di
uomini (poignèe d’ hommes ) che hanno
compreso, che sanno ciò che vogliono e vogliono ciò che sanno : sono gli
anarchici. Disdegnosi dei compromessi e delle menzogne , essi lottano per la
verità. LE LORO CONCEZIONI SONO FECONDE NON SOLAMENTE PER L’AVVENIRE, MA ANCORA
E SOPRATTUTTO PER IL PRESENTE, PER I VANTAGGI IMMEDIATI CHE ESSE POSSONO
PROCURARE. Lettore! in quale categoria ti inserirai? “ ( Georges Thonar, Ce
que veulent les anarchistes, préface de Elisèe Reclus, 1905)
Bibliografia:
Georges Thonar, Ce que veulent les
anarchistes, préface de Elisèe Reclus, 1905. Présent Edition 1968, p. 1 e
p. 11 ( traduzione italiana da
verificare mia)
Nel 1907
Thonar partecipò insieme ad altri delegati belgi, tra cui Emile Chapelier ed Henry Fuss al Congresso di Amsterdam , dove furono
trattati e vivacemente dibattuti numerosi temi: l’anarchismo e la sua
organizzazione,. il sindacalismo, l’antimilitarismo, l’educazione e altri.
L’attività editoriale di Thonar continuò incessantemente sino alla chiusura, attorno il 1912 , della sua tipografia. Nel 1914 di fronte all’invasione tedesca del Belgio dichiarò la sua disponibilità a combattere in difesa della patria/nazione , anche se ciò era “profondamente doloroso per lui “anarchico convinto e sincero” ( Guillaume Davranche, Rolf Dupuy, Thonar Georges , op. cit.)
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| EMILE CHAPELIER |
EMILE CHAPELIER ( 1870- 1933). Sin da ragazzo praticò
diversi mestieri: apprendista muratore, calzolaio e infine minatore. A
vent’anni aderì all’anarchismo e da
autodidatta si formò una cultura
libertaria, particolarmente centrata sul
neo-malthusianesimo e sul libero amore A questo proposito cito alcuni brevi
brani di Chapelier tratti dal libro sull’anarchismo belga di Jean De Meur.
Brani da commentare: “ Ci si dice: Dio benedice le grandi
famiglie. Sarebbe meglio che le nutrisse…” Se adottando il dogma religioso,
bisogna ammettere che l’atto sessuale è immorale, bisogna anche ammettere che
Dio lo sarebbe ancora di più, poiché è lui che ne avrebbe creato il bisogno e i
mezzi” … “ A! Questa santa ignoranza, cara a tutti i preti, a tutti i pilastri
del potere, essa è ben la madre di tutti i i vizi e di tutti i crimini con cui
pretendono giustificare il loro mestiere di moralisti e di giustizieri”… ( frammenti
di scritti di Emile Chapelier)
Bibliografia: in Jean De Meur , L’anarchisme en Belgique. La
contestation permanente, Pierre De Meyere Editeur, 1970 p. 59. La
traduzione italiana da verificare è mia.
Numerose furono le
appassionanti conferenze di Chapelier durante
i raduni operai che ebbero spesso come
esito condanne in carcere o multe. Fu
anche accusato per ben due volte ad avere partecipato ad
attentati contro il re Alberto, ma ne uscì sempre innocente. Collaborò
strettamente con Thonar e ne ebbe il pieno sostegno, quando con la sua compagna VALENTINE DAVID (1873 - ?) fondò la Comune di
Stockel. Chapelier aveva incontrato, nel 1902, Valentine, allora trentenne, segnata da una esistenza particolarmente travagliata e squallida, ma psicologicamente non rassegnata. (cfr. brano)
Brano da
commentare: “ Nata in una famiglia cattolica , Valentine Davide lavorò dall’età di 12 anni in un laboratorio
di cucito. Due anni più tardi sua madre
morì e suo padre si risposò con una “megera” che ella non poteva sopportare.
Dopo avere lasciato la sua famiglia, essa sopravvisse poveramente facendo
diversi piccoli mestieri: commessa di un laboratorio (atelier) di cucito. E’ all’inizio degli anni ‘1900) che ella incontra Emile Chapellier , di cui divenne la compagna e che la introdusse
all’anarchismo. Dopo avere rotto ogni contatto con la sua famiglia, ella
collaborò nel 1902 a L’ Insurgé poi nel 1905 alla colonia libertaria L’
experience che il suo compagno ( compagnon) andava a fondare a Stockel -Bois. …
“ ( Valentine David ad nomen in Colonie L’Experience< in Dictionnaire
International…)
Bibliografia: Prima parte della sua biografia in Dictionnaire international des militants anarchistes , https://militants-anarchistes.info/ . La traduzione italiana da verificare è mia.
La Colonie ” L’ Experience “si dissolse, tra il 1907 e il 1908, per vari motivi, tra cui contribuì anche la rottura del rapporto di coppia tra Valentine David e Emile Chapelier “ (cfr. brano)
Brano da commentare: “ Nel 1907 la coppia si
ruppe (dechira) quando Emile Chapelier
impose a Valentina la sua nuova compagna l’attrice Laurence Lequerq –
egli metterà in scena la piéce teatrale
L’amore in Libertà dove essi interpretavano i propri ruoli - spingendo Emile Chapelier alla partenza dalla
colonia nel febbraio 1908 poi di Valentine David, che raggiunse allora Antoine
Mathay che aveva lasciato la colonia nel luglio 1907 per aprire a Parigi
un magazzino di calzature […] Antoine Mathay ( n. 1876 - ?) si era inserito
(integré) all’inizio dell’agosto 1906
con la sua compagna Jeanne Martin e Gustavo il figlio di quest’ultima,
alla colonia comunista libertaria “L’Experience” fondata a Stockel-Bois da
Emile Chapelier. Egli continuò a lavorare come calzolaio fino all’agosto 1907 ,
quando in seguito a delle relazioni difficili con Jeanne Martin ( nota mia:
tra cui il rifiuto di Jeanne a mettere
altri figli al mondo] divenuta allora la compagna di Eugène Gaspard
Marin, egli lasciò la colonia e andò a Parigi dove contava di aprire un negozio
(magasin) di calzature. “ ( voci Valentin David (seguito) e Antoine Matthay in in Colonie
L’Experience< in Dictionnaire International…)
Bibliografia: Seconda parte della biografia di David Valentine e breve biografia di Antoine Matthay bio“Colonie L’Experience” in Dictionnaire international des militants anarchistes , https://militants-anarchistes.info/ La traduzione italiana da verificare è mia. Sotto la voce Colonie, L' Experience vi sono anche brevi notizie biografiche su altri compagni e compagne che vissero nella comune: GEORGE BELIOT, DOMINIQUE BOUQUET (n. 1880 – m. ?), MARCEL BYLLON, F. JOSEPH PAUL (N. 1880 – m. ?), ALPHONSE SCHOUTETEN, FELIX SPRINGEL, (n. 1873- m. ?) , CATHERINE VANDERHEYDEN (n. 1882-m. ?)
Una versione più articolata della rottura tra Emile e Valentine la si trova, poi, nel diario di Eugene Gaspard Marin così come è riportata da Jacques Gillen nella sua tesi presentata all’ Université Libre de Bruxelles per ottenere la licenza in Storia Contemporanea nell’anno 1996-97. (cfr. brano)
Brano da
commentare: “ Emile Chapelier aveva introdotto Laurence Lequerq (attrice) alla
colonia perché aveva una relazione con lei. Valentin David lo sospettava e
manifestava la su gelosia ed Emile Chapelier la rimproverava di gettarlo nelle
braccia di un'altra. Egli metterà i suoi desideri i scena in una piece teatrale
intitolata L’amour en Liberté . Gli attori [perché comprende che l’amore libero
è la relazione migliore. Era un mezzo per Emile Chapelier di giustificare in anticipo il
suo legame con Laurence. Tuttavia, recitare questa pièce è una situazione per lo meno difficile per
Valentina e imbarazzante per Laurence.,
cosicch nel mese di dicembre
Valentina volle partire “ La situazione è insostenibile “ scrive allora
Eugene Gaspard Marin nel suo diario Chapelier obbligava Valentina a restare e a
dormire con lui e Laurence. Poco importano le peripezie successive. Eugene
Gaspard Marin interverrà presso i protagonisti per trovare una soluzione ma se
ne pentirà. […] La situazione persiste fino al mese di febbraio 1908 e, dopo
molteplici episodi finì per scoppiare. […] Il [nota mia: Emile Chapelier]
decide di lasciare la colonia e Valentine reagisce nello stesso modo e
raggiunge Antoine Mathay a Parigi”.
Bibliografia: Jacques Gillen, Les activitès en Belgique d’un antropologue anarchiste: Eugene Gaspard Marin (1883 – 1969) Mémoire de licence en Histoire contemporaine sous la direction di Anne Morelli , Université Libre de Bruxelles, 1996-97 pp. 37-38
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| EUGENE GASPARD MARIN |
EUGENE GASPARD MARIN (1883-1969) (noto anche con lo pseudonimo, GASSY MARIN): Influenzato, giovanissimo, dalla lettura del romanzo di Tolstoi , Resurrezione” dove erano criticati i privilegi dell’aristocrazia e della borghesia, ruppe con la sua famiglia, proprietaria di un’ impresa di pittura -decorazione, per aderire, adottando un nuovo stile di vita, all’anarchismo. Entrato in contatto con Chapelier, divenne il suo braccio destro nel gestire le attività culturali (apprendimento dell’esperanto, conferenze sul neo-malthusianesimo anarchico, sul libero amore, e sull’anticlericalismo,ecc.) della colonia “ L’Experience”. Collaborò, contemporaneamente, ai giornali L’Insurgé (1903-1909) e L’ Emancipateur (1906) . Al Congresso di Amsterdam , nel 1907) Chapelier e Marin presentarono una loro relazione sull’ esperanto, che divenne , poi, uno dei testi chiave della biblioteca della colonia. Su sua iniziativa fu introdotta nella Colonia una tipografia, con la quale, tra l’altro, si pubblicò il giornale Le communiste, che divenne l’organo ufficiale della colonia. Eugene Marin contattò anche il Gruppo rivoluzionario di Bruxelles, di tendenza individualista, di cui facevano parte , tra altri, Victor Kibaltchiche ( noto anche come Victor Serge) e Raymond Callemin , detto “La science”, che per un certo periodo, come vedremo , faranno parte anche loro della Colonia, “L’Exsperience”. Importante fu anche un suo diario , dove minuziosamente furono registrati gli eventi principali e gli orientamenti della Colonia. Cito, per ragioni di spazio, solo alcuni brani estratti dal diario di Gassy Marin riportati da Jacques Gillen nella sua tesi universitaria presentata all Université Libre de Bruxelles nell'anno( 1966-67 (cfr. brani)
Brani da commentare: “ Obiettivi della Colonia […] “ Non si tratta che di una esperienza ed è (questo) d’ altra parte il nome che dettero alla colonia nel mese di gennaio 1906. […] – L’assenza totale di proprietà non potrà, in seno alla comunità, dichiararsi proprietario di qualsiasi cosa – Ognuno potrà lavorare secondo le sue proprie forze e le sue proprie attitudini, ogni individuo essendo libero di imporsi la sua disciplina – Tutti consumeranno liberamente secondo i propri bisogni senza che si possa propriamente parlare di una retribuzione del lavoro – La collettività ignorerà l’esistenza delle famiglie, ciò che implica che quelli che avranno bambini non dovranno produrre più degli altri - La donna godrà delle stesse libertà e dei privilegi dell’uomo, ella non dovrà essere vincolata al suo “maschio”: l’amore dovrà essere praticamente libero senza che il libertinaggio sia favorito” […] Storia economica della colonia: […] Noi abbiamo tutte le ragioni per essere soddisfatti dei nostri risultati soprattutto se si tiene conto […] della nostra grande inesperienza in avicultura ( noi abbiamo appreso tutto a nostre spese.” - : “ Mancando il burro, a volte anche il pane e il carbone, mangiamo solitamente pomodori su un fuoco di legna (feu du bois)” – “Oggi, una sorpresa ci attende! Le compagne questa volta hanno preparato un vero pranzo, che si compone di un piatto di uova seguito da un grande piatto di riso ” terzo congresso del Gruppo Comunista Libertario , che si tenne alla colonia nel mese di luglio 1906: “ Il congresso è interrotto verso le 4 heures per il pranzo all’aperto. Il pasto era composto da una zuppa di piselli, di insalata di lattughe e pomodori con delle uova , poi riso, e per finire una compote di prugne ” (secondo anniversario della colonia: “3 aprile 1907…) Noi gustiamo un piatto di crêpes in occasione del secondo anniversario della prima installazione a Stockel-Bois!! – “ Le compagne [ quando la colonia ebbe dei grossi problemi finanziari durante i primi mesi del 1907, la nutrizione fu quella dei più poveri dei vagabondi] colgono nei ruscelli e lungo le scarpate dei ciuffi di erbacce ( crescione, tarassaco, ortiche, acetosella selvaggia), che loro trasformarono in deliziose zuppe (potages) e in cibi squisiti (succolents)“ “Felicemente il panettiere sembra volerci fare un credito illimitato” – " Sin tanto che la nuova società non potrà soddisfare tutti i bisogni morali o intellettuali dei coloni, i guadagni (benefices) che le necessità della colonia lasceranno disponibili saranno redistribuiti tra loro, e ciò col fine di preservare l’indipendenza intellettuale e morale di ciascuno " - “ Questa volta la miseria raggiunse il suo massimo, ( nota mia: riferimento ai mancati guadagni , che ci si era ripromessi, in vista dell'inverno, dalla rappresentazione, nel novembre 1906 di opere teatrali, scritte per la maggior parte da Emile Chapelier) parecchi persero il gusto del lavoro, e si raggruppavano intorno al fuoco dove bruciavano gli ultimi blocchi di carbone. Felix [Springael] sopportò particolarmente male la miseria: si inacidì (il s’aigrit) e comunicò il suo scoraggiamento agli altri: già egli pretese di fare qualche brutto colpo, ciò che rese la situazione ancora più critica i propositi degenerarono: la fame ha fatto uscire il lupo dal bosco” . […]- Problemi d’ intesa tra i compagni : […] Arrivando qui, ciascuno ha conservato dei difetti (tares) risultanti dalla nostra eredità e dalle influenze degli ambienti malsani dove siamo cresciuti. 1. Il regime coercitivo e proprietario ci ha fatto adottare certe espressioni e attitudini autoritarie e individualiste che, in questo ambiente più libero e più fraterno, si accusano brutalmente: esse offendono e innervosiscono 2. Invece di condividere le proprie lagnanze alle persone interessate, si preferisce generalmente di dirle a persone , che hanno le stesse ragioni di lamentarsi di se stessi (de se plaindre que soi); e, poco a poco, senza saperlo, da entrambe le parti si fa un elenco di tutte le rimostranze (l se fait de part et d’autre tout un bilan de griefs); la situazione degenera e la discordia scoppia. 3. La conseguenza del 2° è che invece di apprendere (apprendre) a conoscere se stessi e gli altri e, pertanto, amarsi , ci si illude e si diventa incapaci a sentirsi dire i propri difetti: si pensa a vendicarsi ben più che a perfezionarsi”. “ Parecchi di noi, inoltre, sopportano male il gomito gomito (coude à coude), forzato e costante con tutti gli altri ( nota mia: riferimento alla piccolezza degli alloggi ] e le difficoltà materiali che ci hanno perseguito nel corso di tutto l’ inverno [1907] hanno inasprito (aigri) alcuni caratteri” “Per la seconda volta [nota mia: nel 1908] , noi abbiamo potuto constatare che il gomito gomito perpetuo e obbligatorio era molto dannoso (defectueux) nel senso che i difetti (travers) di ciascuno (il disordine e la sporcizia) erano (s ‘y trouvaient) moltiplicati dai difetti di tutti e non tardavano a rendere la vita molto poco gradevole e smorzavano le iniziative individuali”. “ La colonia fu sull’ orlo del colasso ( a deux doigts de sa perte) [ nota mia: il che poi, da lì a poco avvenne]. (Jacques Gillen, Les activitès en Belgique d’un antropologue anarchiste ….)
Bibliografia: Jacques Gillen, Les activitès en Belgique d’un antropologue anarchiste: Eugene Gaspard Marin (1883 – 1969) Mémoire de licence en Histoire contemporaine sous la direction di Anne Morelli , Université Libre de Bruxelles, 1996-97 pp. 16-17, 20, 21, 22, 23, 35, 36 in http://anarlivres.free.fr/pages/documents/Stockel-Bois.pdf. (traduzione italiana da verificare è mia)
Dopo lo scioglimento
definitivo della colonia “L’ Experience” Eugene Gaspasrd Marin e la sua compagna Jeanne Martin frequentarono l’ Universitè
Libre de Bruxelles , dove ancora fortemente si sentiva l’ influenza scientifica e libertaria di Elisée
Reclus, e in particolare si concentrarono sull’antropologia. Durante
la prima guerra mondiale, insieme a Jeanne,
si trasferirono a Londra nella comunità tolstoiana di Whiteaway, di cui
fu segretario dal 1914 al 1928. Fondò,
poi all’interno della colonia, una scuola, dove particolare attenzione era riservata
all’apprendimento e alla diffusione dell’esperanto, che restò aperta sino al
1936. Eugéne Marin partecipò, inoltre, attivamente alla liberazione di Victor Serge e di Nicolas Lazarevitch,
prigionieri nella Russia stalinista. Tra il 1928 e il 1938 compì numerosi viaggi al fine di studiare
gli usi e i costumi di numerosi popoli
adottando un originale metodo d’indagine antropologica, operante sul
campo e condividendo per quanto possibile la loro vita. (cfr .brano)
Brano da commentare: “ Dopo una traversata
dell’ Europa in bicicletta fino in Grecia, questo viaggio lo conduce in
particolare in Egitto, in Sudan, in Etiopia, in India, in Birmania, in Cina e in Giappone. Al ritorno passa per
l’URSS, l’Iran,l’Iraq, il Libano, la Siria, la Turchia, la Polonia prima di
raggiungere l’Europa del Nord attraverso l’Albania. Egli compì questo viaggio
con pochi mezzi, sia a piedi, sia con mezzi di trasporto tra i più vari. Egli
soggiornò presso gli abitanti delle regioni che visitò e si sforzò di familiarizzarsi
con la loro lingua, i loro costumi e di condividere il loro modo di vita. Al
suo ritorno nel 1938, Eugene Gaspard Marin racconta le sue peregrinazioni in un
testo inedito, scritto in esperanto, intitolato Ten Years Wandering trough the
Old World. Negli anni seguenti e fino
alla sua morte nel 1969 egli si consacra a classificare e a studiare le
informazioni e gli innumerevoli oggetti che
aveva riportato da questo viaggio. Ispirandosi alle idee di Guillaume De
Greef, egli sviluppò una metodologia ispirata alle scienze naturali e proseguì
i lavori antropologici sulla vita pratica, che egli aveva iniziato negli
anni 1920, di cui qualcuno è stato
pubblicato. ( Davranche G., Martin
Eugéne Gaspard…)
Bibliografia: G. Dravanche, Marin Eugéne Gaspard in
Dictionnaire des anarchistes, Site Web :
fusilles-40-44 .maitron.fr
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| COLONIA DI STOCKEL-BOIS |
Brano da commentare: “ Il socialismo era
riformismo, parlamentarismo, dottrinarismo arcigno, la sua intransigenza si
incarnava in Jules Guesde, che faceva pensare a una città
futura dove tutte le case si assomiglierebbero, con uno Stato onnipotente, duro
con gli eretici. Il correttivo di questa aridità dottrinale era che non ci si
credeva. Avevamo bisogno di un assoluto, ma di libertà, senza
metafisica superflua: di una regola di vita, ma disinteressata, di una
regola d’azione, ma non per installarci in questo mondo soffocante […] La
regola, fu l’anarchico a offrircela. Quello a cui penso è morto
qualche anno fa: la sua ombra è presente, più grande di lui. Minatore
del Borinage, da poco uscito di prigione, Emile Chapellier aveva
allora fondato una colonia comunista – sarebbe più esatto dire comunitaria –
nella foresta di Soignes, a Stockel […] Giungemmo per sentieri
pieni di sole, davanti a una siepe, poi a una porticina…. Ronzio di api,
colore dorato, diciott’anni, soglia dell’anarchia! Là, all’ aria aperta
c’era un tavolo carico di manifestini e di opuscoli. […] Un piattino , degli
spiccioli dentro, un biglietto “ prendete quel che volete, mettete quel che
potete “ Straordinaria e sconvolgente trovata! […] I soldi abbandonati
dall’anarchia in faccia al cielo ci meravigliarono. Si faceva un
pezzo di sentiero e si arrivava a una casetta bianca, sotto le fronde. “ Fai
quel che vuoi” , al di sopra della porta, aperta a chiunque capitasse. […]
Queste colonie di solito declinavano abbastanza presto, per mancanza
di mezzi; benché la gelosia ne fosse formalmente bandita, le storie di donne,
anche se finivano con gare di generosità, producevano i più grossi guai. La
colonia di Stockel, trasferita a Boitsfort, vegetò per diversi
anni: vi imparammo a redigere, a comporre, a correggere, stampare noi stessi il
nostro “ Communiste” di quattro piccole pagine…” ( Victor Serge, Memorie
di un rivoluzionario 1901-1941)
Bibliografia: Victor Serge, Memorie
di un rivoluzionario1901-1941 tascabili e/o, 2012 pp.
17-18. Cfr. anche Anne Steiner, Les En-dehors. Anarchistes individualistes et illegalistes a
la “ Belle Epoque”, Editions L’ Echappée, 2008,
pp. 68-69, e Claudio Albertani, Il giovane Victor Serge (1890-1919) Ribellione e anarchia, BFS , 2024 p. 69-72 e p. 75, dove, l'autore nota come nel diario di Eugene Gaspard Marin Victor Serge e Raymond Callemin non venissero menzionati.
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| ERNESTAN |
Brano da commentare: “ E quando infine, le
società diventarono delle grandi e potenti nazioni, l’individuo non fu più che
una particella di un grande corpo sociale e implacabilmente sottomesso alla
ragione di Stato. Tuttavia la natura dell’uomo non era cambiata; il suo
straordinario bisogno di realizzazione, la sua reazione e la sua ribellione
contro tutto ciò che lo comprime, soffoca
o schiaccia la sua personalità
sono, checché se ne dica, dei sentimenti
latenti, eterni e invincibili, fino a quando, almeno, che gli uomini conservano
uno slancio vitale e un istinto creatore. Ed è così pertanto, che, in tutto il
corso della storia, in modo silenzioso o rumoroso, individuale o in gruppo, per astuzia, inerzia,
rifiuto o armi alla mano ogni
costrizione, ogni oppressione, ogni sfruttamento sociale fanno sorgere dei ribelli (insoumis), dei contestatori o dei rivoltosi che guidarono la lotta. Ed è in questa lotta e per questa lotta che apparve nell'uomo il principio (notion) di libertà." ( da Ernestan, Valeur de la liberté …)
Bibliografia: in Jean
De Meur , L’anarchisme en Belgique. La contestation permanente, Pierre
De Meyere Editeur, 1970 p. 59. La traduzione italiana è mia.
Nel breve saggio Gli anarchici e la superstizione marxista Ernestan coglie una delle differenze sostanziali tra la concezione marxista e quella libertaria. (cfr. brano)
Brano da commentare: “ Il marxismo e
l’anarchismo differiscono fondamentalmente , irriducibilmente ed assolutamente
nel loro modo di considerare l’uomo. […] Per i marxisti , gli elementi sociali
che agiscono si trovano fuori dell’uomo. Costui non è che il giocattolo di forze
astratte e mitiche che si chiamano l’economia, la dialettica, la storia o
altrimenti. Forze che obbediscono a delle leggi di cui il marxismo portò la rivelazione.
[…] In conclusione , sotto la sua fraseologia scientifica, il suo materialismo
assoluto e il suo antifilosofismo nichilista, Marx non fu che un credente alla
ricerca di un credo. E se egli era così agguerrito di scienza, era perché
contava di trovare in essa un nuovo assoluto. Marx ed i suoi dialettici hanno
un bel ripudiare sdegnosamente le religioni e i loro dei, in realtà non possono
concepire il mondo e l’uomo in balia di se stessi, senza leggi rigide ed eterne
che li guidano infallibilmente. In altre parole, Marx sostituisce Dio con la fatalità.
[….] Considerando così l’aspetto essenziale del marxismo si afferra per esempio
tutto il significato delle proteste e delle rivolte di Bakunin. Mentre il
professore Marx costruiva pesantemente il suo nuovo vangelo Bakunin il ribelle
errante si accaniva nei suoi scritti, ad abbattere nei suoi ultimi baluardi l’idea di Dio e, con
una lucidità geniale, identifica “Dio e lo Stato”. […] Questo primo grande avversario di Marx, nato in
pieno feudalesimo russo aveva compreso , quasi un secolo fa, il ruolo mitico e
mistico dello Stato che abbiamo visto amplificarsi mostruosamente nello Stato
totalitario del XX secolo. […] L’anarchismo è l’erede ed il continuatore del
socialismo autentico. . Esso solo ha trasmesso fino a noi ciò che il socialismo
ha di essenziale e senza il quale non è più niente: il senso della libertà.
…”. (da
Ernestan, Gli anarchici e la superstizione marxista…)
Bibliografia: Ernestan Tu sei
anarchico Gli anarchici e la
superstizione marxista e Volin Il fascismo rosso, La rivolta, 1978,
p. 34- 35 – 37. Per quanto riguarda il primo saggio , Tu sei anarchico, esso affronta numerosi argomenti ( Direzione
senza autorità, Società senza Stato, Socialismo nella libertà, Capitalismo di
Stato, Violenza e non violenza, Mito russo e Individualismo socialista) sotto
forma, come il Fra contadini di Errico Malatesta , di un dialogo tra due
persone.
Con lo pseudonimo “Ernestan” ( dalle parole iniziali di
Ernest e Tanrez) collaborò a
numerose riviste e giornali anarchici,
tra cui il Bulletin Libertaire
, espressione del gruppo libertario di
Bruxelles ,, L’Emancipateur , Combat e anche altre
pubblicate e diffuse fuori dal Belgio. Ernestan
tenne, inoltre, negli anni venti e trenta del secolo scorso, accalorate
conferenze durante le campagne in difesa di
anarchici arrestati, tra cui
Sacco e Vanzetti, Francesco Ghezzi, detenuto in Russia e per la liberazione
degli obiettori di coscienza, Hem Day e Leo Champion. Con Leo Champion fondò
poi il giornale Liberation. Fondò, poi, con Leo
Champion il giornale Ribellion in
appoggio ai rivoluzionari spagnoli. Fu favorevole alla Piattaforma per un
partito comunista anarchico proposta da Archinoff e da Makno . (cfr. post: NESTOR MAKNO ) Nel 1940 Ernestan fuggì dal Belgio, invaso dai
nazisti e si recò in Francia, ma dopo l’invasione dei nazisti anche della
Francia, fu arrestato e inviato al campo di Vernet d’ Ariege. Liberato, tornò
in Belgio, dove fu nuovamente arrestato dalla Gestapo e detenuto al campo di
Breendonck vicino a Malin, da dove, infine, uscì fortemente debilitato
fisicamente e psicologicamente. Dopo la fine della guerra riprese i tours di
conferenze e le collaborazioni sui giornali, tra cui la rivista di Giovanna
Berneri, Volontà .
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| LEO CAMPION |
L'ironia sottintesa nelle due immagini qui sopra e nelle due didascalie che le accompagnano, mi sembra, che siano rivelatrici dello spirito scherzoso e libertario di Leo Campion.









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