sabato 30 aprile 2011

ANARCHICINI:L’ INDUSTRIAL WORKERS OF THE WORLD (IWW) (1) ; JOE HILL (1882-1915), ELIZABETH GURLEY FINN, (1890-1927); MARIA EQUI ( 1872-1952)


L’ INDUSTRIAL WORKERS OF THE WORLD (IWW), fu fondato nel 1904 e , più che un semplice sindacato interessato alla questione salariale e al miglioramento delle condizioni di vita dei lavoratori , fu un movimento sociale e rivoluzionario ,  impegnato in una lotta, oltre che tesa ad abolire la  società capitalistica borghese, anche contro  le discriminazioni razziali, xenofobe e sessuali Per questo motivo fu composta nel corso della sua esistenza, in gran parte da lavoratori e lavoratrici immigrati  e dagli “hoboes” ( = vagabondi, lavoratori stagionali, disoccupati). Il termine “ woblies”, che caratterizzò gli aderenti  dell ‘IWW derivò o da una storpiatura  da parte di stranieri della  doppia lettera “W” oppure dal termine “Wobbly” (= barcollante, indeciso) affibbiato a loro dalla stampa borghese.  Dal 1905  sino al 1908 vi fu un forte dibattito all’interno dell’associazione tra chi riteneva come strumento indispensabile l’appoggiarsi ad un partito politico centralizzato  e chi invece riteneva prioritaria l’azione diretta di massa attuata attraverso  nuove forme di lotta da inventare volta per volta a seconda della situazione. Nel 1908  nel nuovo preambolo dello Statuto dell’ IWW  prevalse la seconda tendenza,  che caratterizzò la linea rivoluzionaria dell’IWW sino al suo declino negli anni ‘20 e all’ adesione di molti suoi membri al Partito Comunista Americano.. Nello statuto esplicito fu il suo imprescindibile  richiamo  alla  lotta di classe tra  borghesia e proletariato, inteso in senso ampio della parola)  (Cfr. brano)
Brano da commentare:  …” Tra queste due classi una lotta è destinata a protrarsi finché tutti gli operai del mondo non s’uniscano in classe, prendano possesso della terra e del sistema di produzione e aboliscano il sistema del salario […..]  Invece della parola conservatrice “Un equo salario per un’equa giornata di lavoro” dobbiamo scrivere sulla nostra bandiera il motto rivoluzionario “Abolizione  del sistema basato sul lavoro salariato”. E’ la storica missione della classe operaia farla finita col capitalismo. L’esercito della produzione deve essere organizzato, non solo per la lotta quotidiana contro i capitalisti, ma per mandare avanti la produzione una volta rovesciato il capitalismo. Organizzandoci su base industriale, formiamo la struttura della nuova società nell’involucro della vecchia. Comprendendo dunque che tale organizzazione è assolutamente necessaria per la nostra emancipazione, ci uniamo sotto la seguente costituzione “ ( preambolo dello Statuto dell’ IWW del 1908) 
 Bibliografia:  in  Filippo Manganaro, Senza Patto né LeggeOdradek 2004 p. 90. Più completa, ma qui era troppo lunga, è la traduzione di questo preambolo in WOBBLY! a cura di Bruno Cartosio, Shake edizioni,  2007 p. 249 


  Joe Hill, il cui vero nome era  Joel  Hägglund, nato in Svezia emigrò, ventenne,  a New York. Fu  lavoratore stagionale e attivista dell’IWW, poeta e cantautore, (cfr. brano) 

Brano da commentare : “ … Che cosa  trasformò il ricordo di Joe Hill in leggenda? Senza di esse, Hill sarebbe stato probabilmente solo un altro emigrante senza nome, uno dei tanti degli accampamenti di lavoratori stagionali, un cavaliere della ferrovia, uno che dormiva nei fienili, un uomo che lavorò troppo per troppo poco. Nel suo momento migliore Joe Hill parodista e compositore, fu l’interprete e lo scrittore dei lavoratori immigrati e dei lavoratori stagionali d’ America, trasformando in espressione lirica le loro esperienze quotidiane di disillusione, di sofferenza, di amarezza e di ingiustizia. I suoi versi per la maggior parte sono severi, battaglieri, spogli di ogni inutile ornamento, creati per cercare di migliorare il destino dei lavoratori. Alcune delle sue migliori canzoni di protesta e di parodia gli procurarono una modesta fama in vita e gli assicurarono una specie di immortalità dopo la morte. Comunque, non furono solo canzoni di lotta: contenevano anche versi romantici pieni di sentimento, irriconoscibili sebbene frutto della stessa mano. Hill scrisse la musica per i suoi versi solo in poche occasioni, perché solitamente adattava le sue parole a melodie popolari del momento (1900-1915) a gospel ben noti e a inni…” (  Gibbs M. Smith, Joe Hil …)
Bibliografia:  Gibbs M. smith, Joe Hill la vita leggendaria e le canzoni (rivoluzionarie) del “primo eroe popolare del ventesimo secolo, La Salamandra , 1978 p. 30
Tra le sue canzoni più famose vi è  Il predicatore e lo schiavo”.  (cfr. canzone da commentare)
Canzone da commentare: “ Predicatori dai lunghi capelli spuntano ogni notte / tentando di convincervi intorno a ciò che è bene e ciò che è male / ma provatevi un po’ a chiedergli qualcosa da mangiare / vi risponderanno con le loro voci melliflue:  Ritornello:  Mangerete , un bel giorno mangerete / nel paese glorioso che sovrasta le vette / Lavorate e pregate, in stamberghe vivete, che di torte un cielo vi aspetta quando alfin morirete ./  Reciteranno il loro repertorio da esercito della fame, / canteranno, applaudiranno, pregheranno / finché del  vostro denaro i piatti pieni avranno / e quando sarete ridotti a mendicare vi diranno:  Ripetere il ritornello: Mangerete, un bel giorno mangerete ......../  Ecco rispuntano i giullari, i saltimbanchi del Signore / gridano, saltano, strepitano / “ Date il vostro denaro a Gesù – essi- dicono – date, / e da tutti i malanni all’istante guariti sarete / Ripetere il ritornello: Mangerete, un bel giorno mangerete…./ Se invece per i vostri figli e le vostre donne con tutte le forze lottate / se a questa vita qualcosa di buono voi strappare volete / col nome di  malvagi e peccatori vi chiameranno / e l’inferno da morti vi prometteranno / Ripetere il ritornello : Mangerete, un bel giorno mangerete…./ Lavoratori di tutto il mondo, uniti, fianco a fianco per la libertà combatteremo. / Quando il mondo e le sue ricchezze fatti nostri avremo / in faccia ai corrotti queste parole canteremo:  Ripetere il ritornello: Mangerete, un bel giorno mangerete …./. ( Il predicatore e lo schiavo, parole di Joe Hill , musica sul tema di Sweet  bye and bye)
Bibliografia:  Gibbs M. smith, Joe Hill la vita leggendaria e le canzoni (rivoluzionarie) del “primo eroe popolare del ventesimo secolo, La Salamandra , 1978 p. 30

                                                                  

Un aspetto ancora poco noto di Joe Hill e’ la sua attività di disegnatore Woobly.  Alcuni dei suoi disegni che ci sono giunti furono pubblicati su giornali rivoluzionari come  One Big Union, e Industrial Worker oppure inviatI  come cartoline ai suoi compagni di lotta.  ( cfr. brano)
Brano da commentare: “ …. Grazie al “ sale e pepe” , i disegni di Hill  hanno un loro proprio sapore  : una grazia cruda (crue), senza inibizioni, e un  humour che  solletica lo spirito e non lo lascia più. Indifferente alla composizione, l’equilibrio, la precisione, la sfumatura o altra sottigliezza grafica, egli non era un maestro del disegno ma il suo senso acuto della gag compensava le sue carenze. Hill scriveva per ridere, e il suo riso faceva centro (faisait mouche) presso gli hoboes come sui cantieri attraverso il paese. Sembra aver disegnato alla velocità della luce, con il calore e l’energia di un gruppo di scioperanti demolendo una prigione per liberare avanzi di galera (taulards). Ogni suo disegno era probabilmente finito ai primi colpi di matita.[…] Hill ha messo delle verità woobly gravose ( de poids ) in una forma  comica e leggera, suscettibile di essere agevolmente compresa ed apprezzata.  Con la loro irrazionalità ludica, la loro tendenza animista, che se ne infischiano della logica mondana e di altre manifestazioni repressive del “ principio della realtà” i disegni di Joe Hill provocando l’ilarità, aprono le porte dell’ “impossibile”. Il segreto del Piacere – e dunque il potere – del disegno consiste in questa deformazione, in questa irrealtà. […] Insieme alle sue canzoni, le “scarabocchiature” (griffonnages) di Hill contribuivanoa rinforzare e a stimolare l’insieme dei sogni e desideri IWW: rappresentazioni formali delle speranze, fantasticherie e  attese di una classe operaia rivoluzionaria cosciente …” (  Franklin  Rosemont, Joe Hill…)
Bibliografia:  Franklin Rosemont, Joe Hill. Bread, Roses and Songs . La création d’une contre-culture ouvriére et révolutionnaire aux Etats-Unis,  Editions  CNT-RP, 2015, pp. 96-97 (traduzione italiana mia da verificare, per chi sa il francese,  con l’ originale.
                                                                                
SAM MURRAY e ETHEL DUFFY TURNER

  La partecipazione nel 1911, di Joe hill ad alcune azioni rivoluzionarie , insieme ad altri compagni dell' IWW in Messico con  i magonisti di “Tierra y Libertad” ha sollevato, nel tempo,  parecchie discussioni tra chi la negava e chi, invece, la sosteneva. A favore di questa seconda ipotesi ,  circolò, nel 1955, il riassunto di un’intervista   di  ETHEL DUFFY  TURNER ( cfr. post:  ENRIQUE e RICARDO FLORES MAGON ed altri)  ) a SAM MURRAY , amico di Joe Hill.  ( cfr. brano) 
Brano da commentare: “Sam Murray ritrovò il suo amico Joe Hill nella Bassa-California. Egli si recò nel campo degli insorti verso l’ 8 giugno [1911]  dopo avere discusso con Ricardo Flores Magon a Los Angeles e con Jack  Mosby, ferito a san Diego. Joe Hill era arrivato verso il 1 giugno. […] Il 22 giugno Mosby inviò una compagnia di circa settanta uomini in ricognizione, sotto la direzione di un  Canadese,  chiamato Sylvester, al fine di  scoprire  l’eventuale presenza  di federali  ( l’armata regolare di Diaz). Sam Murray e Joe Hill facevano parte tutti e due della banda (troupe) Erano tutti  equipaggiati di winchester.  A circa dieci  chilometri a sud de Tijana, essi si  sparsero lungo il fiume , e allo scoperto,  occuparono   un granaio e una fattoria  . Mosby gli aveva detto “ Se voi vedete il nemico, ritornate” Ma quando l’avanguardia dei federali giunse, Sylvester non volle ritirarsi. I suoi uomini aprirono il fuoco sui soldati per trattenerli attendendo i rinforzi guidati da Mosby. I federali credevano che il granaio fosse pieno di rivoluzionari, mentre non ve ne era nessuno. Essi  ebbero paura di andare avanti. I settanta Liberali (  forze   PLM-IWW ) avanzarono allo scoperto per  dare inizio a una scaramuccia. Un Insurrecto fu ucciso.  […] Quando il generale Jack Mosby e le sue forze arrivarono, iniziò ( s’engagea) la battaglia con i federali.  Essa durò circa un ‘ ora . Largamente sorpassati in numero e in potenza di fuoco, sotto la forma di sei mitragliatrici, i Liberali furono costretti a ripiegare su   Tijuana . Questa decisiva disfatta mise fine alla speranza di una guerra a grande scala in California. Il nemico riprese Tijuana. Alcuni insurrectos  fuggirono (glissèrent) al sicuro dall’altra parte della frontiera. Joe Hill era tra loro. Sam Murray e molti altri furono arrestati dall’esercito americano e imprigionati a Fort Rosecrans vicino a San Diego”  (  Ethel Duffy Turner, riassunto di una intervista a Sam Murray, 1955)
Bibliografia:  Franklin Rosemont, Joe Hill. Bread, Roses and Songs . La création d’une contre-culture ouvriére et révolutionnaire aux Etats-Unis,  Editions  CNT-RP, 2015, pp.  119-120
                                                                          

Sulla rivoluzione magonista Joe Hill compose due vignette  in cui la primo raffigurava Sam Murray in Messico, armato fino ai denti e  la seconda  l' immagine di un pistolero, vestito alla messicana, con un largo sombrero, investito da una gragnola di proiettili .  Ed è da notare che nella prima , pubblicata nel dicembre 1923 su Industrial Worker, sulla didascalia era scritto " Come la memoria si conserva" e nella seconda ,  una cartolina postale inviata al fratello, Joe Hill lo avvertiva che stava partendo per il Messico rivoluzionario.Come al solito questi due disegni di Joe Hill mi hanno invogliato a fare, a modo mio , due figurine di creta ispirate a loro.
                                                         

Franklin Rosemont nel suo libro su Joe Hill acclude, inoltre,   a favore della partecipazione di Joe Hill alla battaglia di Tijuana e al gruppo rivoluzionario nord-americano “ Terra e Libertà “ ,   una foto  ed alcune frasi di Joe Hill, contenute nelle sue lettere scritte dalla prigione , in cui era detenuto, ai suoi compagni e compagne più affezionati.  (cfr. brano)
Brano da commentare:    Personali ( propres) riferimenti  di Joe Hill al Messico, in uno dei suoi articoli come in qualcuna delle sue lettere ad amico sono anche rivelatrici.  Nel marzo 1913 , l’ Industrial worker pubblica un articolo di Hill intitolato “ The People” , un pamphlet contro l’utilizzazione della parola “peuple” che Hill da buon marxista, ritiene demagogico in quanto il termine tende a designare la classe media. Per illustrare il suo punto di vista, egli evoca la sua esperienza durante la rivoluzione della Bassa-California: “ Quando la bandiera rossa sventolava sulla Bassa-California, non vi erano persone del “popolo” nei ranghi dei ribelli. Operai coriacei e macellatori di vacche formavano il grosse della banda, al fianco di qualche “fuori-legge” tanto quanto questa espressione abbia un senso. “ Il popolo” aveva l’abitudine di discendere nei suoi vagoni fetidi ( automobili) per dare uno sguardo a “ questi selvaggi con la loro bandiera rossa” a due soldi la vista”.” Una foto nel libro di Blaisdell, Desert Revolution, mostra una bandiera rossa – la bandiera Terra e Libertà – sventolare su Tijuana, un gruppo rivoluzionario in secondo piano . Due anni più tardi, in una lettera Sam Murray scritta dalla prigione di Salt Lake City il 13 febbraio 1913, Hill si riferisce , con più che poca nostalgia, alla “banda Tierra  e [sic] Libertad” ( Lettere p. 26) . E il 30 settembre, quando stava  per essere  giustiziato qualche giorno più tardi, scrisse una nuova volta a  Murray : “ Ebbene, Sam , tu ed io abbiamo avuto quel  piccolo piacere che pochi ribelli hanno avuto  il privilegio di condividere “ ( Ibid. p. 57)  . Con  Elizabeth Gurley Flynn , fu più esplicito : “ Io  ho avuto il piacere di battermi una volta sotto la bandiera rossa “ ( Ibid. p. 62) . E indirizzandosi nella sua lingua materna, lo svedese, al suo compagno socialista svedese , Oscar W. Larson , Hill scrisse: “ Io ho  avuto … il grande onore di battermi una volta sul campo di battaglia sotto la bandiera rossa, e confesso che ne sono fiero. (Ibid. p. 59) … “ (  Franklin Rosemont , Joe Hill…) pp. 123-124 )
Bibliografia:  Franklin Rosemont, Joe Hill. Bread, Roses and Songs . La création d’une contre-culture ouvriére et révolutionnaire aux Etats-Unis,  Editions  CNT-RP, 2015, pp.  123-124
 Nel 1914 fu processato per l’assassinio di un droghiere e ,  condannato a morte, sulla base di poche prove indiziarie e di molti pregiudizi su chi non era nato in America, ,  come accadrà dieci anni dopo a Sacco e Vanzetti. Prima di morire scrisse a Bill Haywood: “ Arrivederci Bill: io muoio come un autentico rivoluzionario. Non perdete tempo a piangere. Organizzatevi! Ci sono un centinaio di miglia da qui al Wyoming, potete fare in modo che il mio corpo venga trasportato sul confine di stato per essere cremato? Non mi va di restare nell’ Utah da morto.”
  Bibliografia: in  Gibbs M. Smith, Joe Hill,op. cit., p.. 236 
Una delle più famose canzoni composte da Joe Hill fu "Giovane Ribelle" dedicata a ELIZABETH GURLEY FINN,  (1890-1927) celebre militante dell’I.W.W, assai attiva, tra l'altro, durante lo sciopero di Lawrence e nei comitati di difesa in sostegno , prima, di Joe Hill e, più tardi, di Sacco e Vanzetti.   Alla fine degli anni trenta divenne, poi,  membro e infine presidente del  Partito Comunista Americano. 
Canzone, tradotta dall’inglese, da commentare   :  “ Che tra i tipi di donne ci sia una gran varietà in questo curioso mondo, ognuno lo sa. Alcune vivono in palazzi meravigliosi e indossano i vestiti più belli e più costosi. Principesse ci sono di sangue blu e regine che si  adornano di ciondoli di diamanti e di perle fine Ma fra tutte la più  perfetta, la bella tra le belle è senza dubbio la giovane ribelle . E’ la giovane ribelle della classe lavoratrice la gemma  più preziosa che al militante impegnato nella lotta infonde coraggio, orgoglio e gioia  senza posa. Al nostro sindacato molte ragazze han già aderito, ma che molte, molte altre aderiscano è il bisogno più sentito . Perché combattere, combattere insieme è l’esperienza più bella, quella che più ci preme. Sì le sue mani ruvide per il lavoro son più quelle d’una volta e il suo vestito  può essere in disordine, ma questo che importa? Dentro il  suo petto palpita ardente un cuore sincero per la sua classe e la sua gente . E i mascalzoni tremino di terrore e paura quando al suo risentimento e al suo disprezzo essa darà la stura. Perché tra tutte la più perfetta, la bella tra le belle è senza dubbio la giovane ribelle ( da ” The Rebel Girldi Joe Hill)” 
Bibliografia: Il testo della canzone di Joe Hill (con traduzione in italiano) è in  Gibbs M. Smith, Joe Hill, La salamandra 1978, pp. 327-328
(Nota: mi piacerebbe sapere cosa disse Elizabeth Gurley Finn  dell’ assassinio di Tresca, che, da giovane, aveva molto amato ?)
                                                                              
 Ispirandosi probabilmente a Joe Hill, più tardi WOODY GUHTRIE (1912-1967) riprese il medesimo tema delle donne impegnate nel sindacato  anche se la  militante, cui si riferiva,  non era  più  la Gurley Finn ma una certa  Ina Wood 
Canzone, tradotta dall’inglese, da commentare   :   “C’era una ragazza nel sindacato che non aveva paura dei crumiri, delle spie e dei provocatori, degli agenti del padrone e delle cariche della guardia nazionale. Se ne andava alla sezione sindacale quando c’era una riunione e se arrivavano gli sbirri del padrone  non si muoveva di un passo.   Questa ragazza conosceva bene i trucchi delle spie, e non si lasciava imbrogliare dai leccapiedi, ma continuava  a lottare per salari migliori, a organizzare i compagni,  e mostrando la tessera sindacale alla Guardia Nazionale diceva così: Non  mi fate  paura, io sto nel sindacato e ci resterò fino alla morte. Ragazze che amate la libertà seguite questo consiglio scegliete il vostro uomo tra i militanti sindacali e aderite alla sezione femminile. La vita coniugale non è dura se hai la tessera, e un uomo è più felice se anche sua moglie è nel sindacato”. ( da  Union Maid  di WOODY GUTHRIE ) 
Bibliografia: Il testo della canzone di  Woody Guthrie è in Filippo Manganaro,  Senza patto  né legge  Odradek, 2004 p. 243. In Le canzoni di Woody Guthrie Feltrinelli, 2008, p. 184-186.  la traduzione è un po’ diversa. 
                                                                                    

MARIA EQUI ( 1872-1952) nata  a Bedford nel Massachusset da padre italiano e da madre irlandese,  laureata in medicina, femminista e anarco-sindacalista. Strinse una relazione assai stretta con Bess Hoicomb , una insegnante in una scuola religiosa- Quando il datore di lavoro,  reverendo Orson Taylor,  cercò di non pagare  Bess  Hoicomb di quanto le doveva, Maria Equi la difese con grande energia, giungendo persino a  correre dietro il reverendo per strada minacciandolo con un frustino. L’episodio ebbe una notevole risonanza e fu riportato in diversi giornali. Il comportamento disonesto  e corrotto del reverendo Taylor venne  infine alla luce e la comunità locale  solidarizzò con le due giovani donne.  offrendo a loro  quanto dovuto  dal  non molto reverendo .  Trasferitisi a San Francisco  Marie Equi partecipò assai  attivamente, come medico,  al soccorso degli abitanti durante il terremoto del  1906. In questi frangenti conobbe una giovane infermiera  Harriet Speckart, con cui visse per oltre vent’anni e  insieme adottarono una bambina, Mary. Nel 1913  la Equi, fu  ferita  alla schiena da un poliziotto a cavallo mentre stava soccorrendo una giovane manifestante, operaia malmenata brutalmente durante una manifestazione di lavoratrici  in sciopero della fabbrica Oregon Parking Co. L’episodio fu la la causa determinante  per la sua adesione all’ Industrial   Workers of the World (IWW) ( cfr.post I.W.W.)
Brani da commentare: 1)  “ An Indian Girl (Mrs. O’ Connor) got on to a box to speak. She  was about to become a mother in a few  months. The mounted police would leap from their horsesbacks, hitting the  hads ofwork ing  men in the crowd.  When they pulled that girl from the box.- that was where I went  wild. All the fighting blood rose in my heart . I got on the box and said things . They took the indian girl to the courthouse.  I followed and got  in “  (  Marie Equi ,New York world  5 April 1914 ) ; 2) “ It was my experiences during that strike that  made me a socialist …. Previous to the time  I  was a Progressive …  Any betterment  of  conditions  must come about  by direct  action , in other words,  militancy  (Marie Equi in  New Bedford Evening Standard, 17 March 1914 p. 3 ) 
Bibliografia : in  Nancy Krieger, Queen of the bolsheviks. The Hidden History of Dr. Marie Equi, 1983

 Al tempo stesso si impegnò    per il diritto di voto  alle donne dell’ Oregon , ottenendo su questo punto un grande successo, avendo comunque ben chiaro  che una completa emancipazione della donna dalla sua  condizione di inferiorità  così come anche il superamento  di altri mali sociali  non poteva avere luogo se non con  la radicale abolizione del sistema capitalistico. (cfr brano)  .
Brano da commentare:    Certainly I am a suffragist. But I am far from believing that woman suffrage  is a panacea for every political ill. I am not a Prohibitionist, though I recognized the liquor evil  is  a  national curse. To my mind, the liquor evil, the social evil, unemployment and the great social and economic  problems  that confront  us a are merely  syntoms of the greater  evil of capitalism” ((Marie Equi in  New Bedford Evening Standard, 17 March 1914 p. 3 )
Bibliografia : in  Nancy Krieger, Queen of the bolsheviks. The Hidden History of Dr. Marie Equi, 1983

Militò anche nel movimento per il controllo delle nascite e accusata di avere praticato alcuni aborti fu arrestata  insieme alla nota attivista  MARGARET SANGER . Durante la prima guerra mondiale  Marie Equi si impegnò  notevolmente contro il conflitto e  subì un processo ,  che oltre ad avere come esito una condanna a tre anni di prigione per avere criticato  il governo, la bandiera, l’esercito, etc., si tradusse anche in un  attacco esteso  alla sua persona e al  suo stile di vita ripetendo senza sosta ingiurie  quali “ donna  senza sesso”  , “moralmente corrotta” ,  “anarchica, degenerata, abortista  etc.   A questo vemente attacco essa si difese con forza pretendendo le  scuse del pubblico  ministero e controbattendo alle sue domande  con altre domande  su temi quali la guerra, il militarismo, lo sfruttamento operaio, la povertà, etc.  Dopo  la sua liberazione, lasciata nel frattempo da Harriet, che si era trasferita in un’altra città, anche per salvaguardare la bambina dalle  continue ingiurie e  molestie   contro di loro da parte di  cittadini cosiddetti "benpensanti " e dalla polizia,  Maria Equì, durante  un tour propagandistico, conobbe  Elizabeth Gurle Flinn, che si era da poco lasciata  con Carlo Tresca e iniziarono una relazione che durò circa 10 anni.  E fu solo dopo la fine di quella relazione, che Elizabeth Gurley Flinn iniziò la sua ascesa all’interno del Partito Comunista Americano,  dopo, ovviamente, una  previa e rigorosa censura, da parte del partito,   del suo  passato comportamento sessuale non convenzionale.
 
 
 
 

Nessun commento:

Posta un commento