sabato 30 aprile 2011

ANARCHICINI: LE GIORNATE DEL MAGGIO 1937, JAIME BALIUS MIR (1904-1980) , ALFRED MARTINEZ ( ?- 1937) , JUAN ( PEDRO) RUA ,“ LOS AMIGOS DE DURRUTI”

                                                                              
MAJO SANGRIENTO

    

  Una dettagliatta ricostruzione dei "fatti di maggio" fu, qualche anno dopo, fatta da Ernesto Bonomini, che a quegli avvenimenti aveva personalmente   partecipato (cfr. primo brano) . Si deve inoltre notare come i volontari anarchici italiani si fecero onore durante quelle giornate suscitando l'ammirazione degli anarchici spagnoli, che si erafortemente incrinatanegli ultimi tempi a causa delle critiche italiane all' introduzione di un modello di militarizzazione gerarchico e autoritario ( cfr. post: MINISTERIALISMO ANARCHICO E MILITARIZZAIONE...), ritenute falsamente come una comoda scusa per non combattere più (cfr. secondo brano)

Brani da commentare:   1) "…  Venne organizzato un tentativo da parte del governo di scacciare dalla Centrale Telefonica di Barcellona i compagni affiliati alla C.N.T. che l’avevano conquistata il 19 luglio  e da allora ne serbavano il controllo. Della spedizione provocatrice prese il comando il famigerato Rodriguez Sala, Commissario dell’ Ordine Pubblico della Catalogna ed uomo di paglia  di Antonov Osvenko, console russo di Barcellona. La mattina del 3 maggio le “guardie d’assalto” ai suoi ordini mossero all’attacco della Telefonica, ma, prevenuti,  i nostri compagni  si difesero energicamente e i  pretoriani del Sala non riuscirono ad andare oltre il primo passo dell’edificio. Appena si sparse la voce del tentativo proditorio, la battaglia si generalizzò immediatamente in tutta la città. Per due giorni la lotta imperversò sempre più accanita. Barcellona era tutta una barricata. […]  Le notizie che giungevano alla sede della C.N.T. e .della  F.A.I- dove mi trovavo- erano soddisfacenti : tutti i sobborghi e i quartieri popolari e libertari della città erano in mano delle forze anarchiche, stringendo in un cerchio di ferro e di  fuoco il centro della metropoli dove si trovavano i soli focolai delle forze governative e dove la situazione sembrava un po’ incerta, ma di fatto volgeva in nostro favore. Questa era la situazione alla fine del secondo giorno della lotta, quando i compagni del Comitato di Difesa della C.N.T. –F.A.I. decisero di dare la sera stessa l’assalto finale alle posizioni dei governativi. […] Tutto era pronto, non v’era dubbio sull’esito dell’attacco… Un po’ prima dell’ora stabilita per l’attacco, Garҫia Oliver e Ma…]riano Vasquez per la C.N.T.-F.A.I., Camorera per il P.S.U.C. e altri rappresentanti di frazioni minori ordinavano ai loro affiliati di deporre le armi … La capitolazione vergognosa fu utilizzata dagli stalinisti con i loro metodi. […]  Ed i nostri compagni disarmati vennero dappertutto proditoriamente aggrediti dai sicari della Ceka e sommariamente trucidati. Appena si diffuse la notizia delle scellerate  imboscate, tutti coloro che, ben sapendo di che cosa erano capaci gli stalinisti, non avevano abbandonato le armi, ricusarono di lasciare i posti di combattimento. La battaglia riprese rabbiosa e vendicatrice. […] Poi la lotta venne lentamente estinguendosi, fin quando le forze ufficiali del  Governo centrale- lasciate passare  indisturbate dai nostri sotto la pressione di ministerialisti ( nota mia;  riferimento ai ministri anarchici, in particolare Oliver e la Montseny) – vennero ad occupare militarmente la città e ad impedire che venissero realizzate le misere garanzie ottenute dalle trattative.  Quasi tutti i nostri caduti vennero trucidati a sangue freddo, nelle imboscate dei controrivoluzionari  stalinisti e fascisti. …” (relazione del compagno Bonomini sulle tragiche giornate del maggio 1937 a Barcellona sulla rivista Volontà nel numero 11 del primo maggio 1947) ; 2) Durante le giornate di Barcellona gli anarchici italiani, tanto il forte contingente della caserma Spartacus come i piccoli gruppi dispersinele sedi dei sindacati, nella sede centrale della CNT_FAI ecc. si erano battuti eroicamente a fianco dei compagni spagnoli. La loro azione era stata in più occasioni decisiva. Essi avevano versato nuovo sangue sull'ara della Rivoluzione Spagnola. [...] Non appena la lotta terminata, il comandante di "Tierra y Libertad", il compagno Ceva, combattente valoroso e leale chiamò i due delegati degli anarchici italiani, comunicando loro , che dopo averli visti alla prova, ritirava i giudizi offensivi pronunciati sui compagni italiani la mattina del 3 maggio ed esprimeva la sua ammirazione [...] Finalmente i compagni spagnoli compresero che gli anarchici italiani potevano divergere da loro nell'apprezzamento della situazione, ma che la loro intransigenza ideale non mascherava nessuna vigliaccheria. Essi erano pronti ad ogni sacrificio quando li animasse la convinzione di servire la causa comune..." (Aldo Aguzzi, nel numero 33 del 13 agosto 1938 dell'Adunata dei Refrattari) 
 Bibliografia:  Primo brano e secondo brano in Anonimi Compagni, Un trentennio di attività anarchica (1914-1945   ), Samizdat, 2022 pp. 233-234 e 232, riproduzione dell’originale pubblicato a Cesena nel 195 dalle edizioni L’ANTISTATO. 

  Quale che sia la valutazione  della partecipazione anarchica al governo repubblicano e delle "circostanze", che la determinarono , bisogna ricordare che le giornate di maggio del 1937 a Barcellona, , che, secondo Vernon Richards," rappresentarono per la rivoluzione spagnola ciò che  Kronstadt rappresentò per la rivoluzione russa", si svolsero durante la presenza di quattro ministri anarchici nel governo. E  due di essi, Federica Montseny e  Garcia Oliver,  molto stimati dai lavoratori catalani,  sfruttarono tutte le loro capacità oratorie  per convincere i membri di base delle organizzazioni rivoluzionarie a capitolare.  I militanti di base della CNT,  a cui si unirono anche alcuni volontari anarchici italiani, i militanti del POUM e  quel che più conta gran parte del proletariato barcellonese, respinsero l’attacco e ingaggiarono fieri combattimenti sino  alla volontaria deposizione delle armi richiesta incessantemente  dai dirigenti delle organizzazioni rivoluzionarie.  Da quel momento, in spregio delle “solenni promesse” assunte dal governo (o quantomeno da una parte di esso) , iniziò una sanguinosa caccia  ai rivoluzionari , che ebbe tra le sue vittime  anche   BERNERI , BARBIERI e tanti altri  ( cfr.post CAMILLO BERNERI ....). 

  Le vittime di questa " caccia all' uomo" , tra gli anarchici e i giovani libertari furono  numerosissime  e io mi limito a citarne, per il momento solo alcuni , di cui ho ritrovato le immagini :
                                                                                                      
                                                                                      

 ALFRED MARTINEZ   segretario delle FIJL  di Barcellona,  (cfr. brano) 

Brano da commentare: “  Alfredo Martinez era un giovane  affascinante che ispirava immediata simpatia; l’avevo conosciuto nelle gite campestri prima del 19 luglio.  […]  Nel settembre del ‘36, quando venne costituito il Fronte della Gioventù rivoluzionaria, ne fu segretario generale come rappresentante della  Gioventù Libertaria. Ed era segretario di questo Fronte quando fu assassinato. Sulla sua sparizione, Fidel Mirò scrisse a quell’epoca “ Alfredo Martinez non ricompare … (eppure) non è caduto negli scontri. Durante le tragiche giornate, il nostro compagno fece parte della Commissione CNT-FAI-JJLL che gestì la soluzione del conflitto e fece di tutto perché la tragedia non contaggiasse tutta la Catalogna e tutta la Spagna antifascista e non fosse più orrenda e sanguinosa. Alfredo sparì venerdì 7 maggio di notte, quando tornava a casa, dopo quattro giorni  che non aveva visto sua madre , avanti con gli anni e prostrata dalla recente perdita dell’altro figlio sul fronte di Aragona. Era soddisfatto della sua opera, convinto che tutto fosse finito, che la pace sarebbe tornata nella Spagna antifascista e che tutti i settori avessero uguale interesse a mantenerla e consolidarla…. E non abbiamo più saputo nulla di lui”. Allora si parlò molto della sparizione di Alfredo. Alcuni assicuravano che durante gli scontri si era spostato  all’ Hotel Colon, sede della  JSU per parlamentare e che non era più uscito. “ ( Abel Paz,  Spagna 1936 .....)
Bibliografia: Abel Paz,  Spagna 1936. Un anarchico nella rivoluzione , Piero lacaita editore, 1998 pp. 155-156
                                                                            

 JUAN ( PEDRO) RUA  , giovane uruguaiano, membro del  comitato regionale  della FIJL,  
 Brano da commentare: “  Juan Rua era un giovane uruguayano, che era accorso in Spagna, come tanti altri intellettuali del mondo intero per immergersi nella lotta. Militava nel movimento anarchico uruguayano ed era nel celebre gruppo anarchico “ Nervio” che  faceva  capo a Diego Abad  de Santillan. Faceva parte  del Comitato regionale della JJLL di Catalogna ed era orgoglioso di tenere i collegamenti con i giovani libertari che combattevano sul  fronte d’Aragona. Appena cominciate le ostilità, si mosse per raggiungere il fronte e per avvertire le unità confederali di cosa stava bollendo a Barcellona. Fu arrestato a un controllo e sparì per sempre, dato che non fu mai trovato nemmeno il suo cadavere. ( Abel Paz,  Spagna 1936....   )
Bibliografia: Abel Paz,  Spagna 1936. Un anarchico nella rivoluzione , Piero lacaita editore, 1998 p. 156


                                                                         


  12 militanti  della  FEDERACION IBERICA DE JUVENTUDES  LIBERTARIAS (FIJL)“ di San Andrés, tra cui CESAR FERNANDEZ NARI, JOSE’ VILLENA, JUAN ANTONIO e LUIS CANERAS, JOAQUIN MARTINEZ HUNGRIA (cfr. brano) . che, arrestati dagli stalinisti durante quelle giornate,  dopo la proclamata pacificazione,  furono, invece di essere  liberati, vigliaccamente assassinati.

Brano da commentare: “La fine dei giovani libertari, torturati e assassinati, merita una descrizione più dettagliata da parte mia. La maggior parte erano della gioventù Libertaria di San Andrés e il 4 maggio partirono su un camion dal loro quartiere per accorrere alla difesa del Comitato  Centrale  della JJLL di Catalogna, che , come ho già detto, si trovava nella Casa CNT-FAI della via Layetana. Passando però dal Park del la Ciudadela, proprio dove si trova la caserma dei Doks, ribattezzata Carl Marx e controllata dal PSUC, il camion fu fermato, gli occupanti fatti prigionieri e rinchiusi  nella caserma. Da quel momento non se ne seppe più nulla finché 4 giorni più tardi, l’ 8, una misteriosa ambulanza scaricò nello stradone per Bellaterra, all’entrata del municipio di Cerdanyola-Ripollet, dodici cadaveri orrendamente mutilati…  ( Abel Paz,  Spagna 1936. .... )   
Bibliografia: Abel Paz,  Spagna 1936. Un anarchico nella rivoluzione , Piero lacaita editore, 1998 pp. 158. Nota: come avrete già capito di questo tragico episodio ho fatto due versioni: nudi ( fig.1) e vestiti (fig. 2)

In quelle giornate furono uccisi dai comunisti stalinisti , oltre a Camillo Berneri e a Francesco Barbieri ( cfr. post CAMILLO BERNERI. ESILIO E RIVOLUZIONE SPAGNOLA…)  anche gli italiani ADRIANO FERRARI, RENZO DE PERRETTI, PIETRO MARCON,  di cui non ho trovato, purtroppo, foto. (cfr. brano)

Brano da commentare: “ In quelle giornate anche gli italiani pagano il loro tributo di sangue. Il 4 maggio, in via Layetana, nei pressi dell’ hotel Suizo, vengono trucidati Adriano ferrari e  Renzo De Peretti, due miliziani ventiduenni in licenza dal  fronte d’ Aragona. L’episodio è riferito da  “Il Risveglio” sono fatti uscire disarmati e a mani alzate dall’albergo in cui alloggiavano, e come segno di “tradimento” portavano al collo fazzoletti con i colori della CNT. Al grido: “ Sono  della Colonna Durruti: fuoco!” cadono a terra crivellati da colpi di fucile. Il 6 maggio, nelle vicinanze del sindacato della Distribuzione della CNT, si spara incessantemente: i vetri della sede sindacale sono tutti in frantumi. A difendere la sede ci sono diversi italiani: uno di loro, Pietro Marcon, miliziano della Colonna  Italiana, ha appena terminato il suo turno di guardia e rientra nei locali. Una fucilata sparata da un cecchino entra attraverso le persiane chiuse da una finestra e lo colpisce alla testa spaccandogli il cranio. Aveva 44 anni ed era un militante di Giustizia e Libertà.  […]  Ai funerali di Berneri, Barbieri, Ferrari, De Peretti e Marcon parteciparono migliaia di persone. I loro corpi saranno sepolti a Barcellona nel cimitero di Montjuich vicino alle tombe di  Angeloni, Cieri e Picelli. (  Ivano Tagliaferri, Barcellona Tragica )

Bibliografia :  Ivano Tagliaferri, Barcellona Tragica  in A rivista anarchica . n. 136 aprile 2006 p. 14 e 15

 
                                                                                                   
                                                          
  JAIME BALIUS MIR (1904-1980) E “ LOS AMIGOS DE DURRUTI” . Nato in una famiglia di condizione agiata Jaime Balius militò in gruppi nazionalisti spagnoli sino a quando  divenne anarchico e iniziò a scrivere articoli su Solidariedad Obrera  su Tierra y Libertad e su altri.  Nel 1936, dopo  il fallimento del golpe militare, fu eletto vice presidente del sindacato dei giornalisti . Nel 1937 assieme ad altri compagni , tra cui FRANCISCO CARRENO ( ?-1947) e, molti miliziani come per esempio MAXIMO FRANCO CAVERO (1915-1939) capo centuria della Columna  Roja y Negra, fondarono il gruppo “Los Amigos de Durrutifortementte critico verso la militarizzazione e il ministerialismo anarchico. Nelle giornate di maggio del 1937 Jaime Balius e i suoi compagni parteciparono con grande determinazione agli scontri con gli stalinisti.  Imprigionato dopo  quegli avvenimenti  dagli stalinisti, grazie anche alla condiscendenza dei vertici della CNT, venne  presto liberato in seguito alla pressione popolare. Dopo la caduta della Catalogna si recò in Francia e vi restò  sino all’ occupazione  nazista quando riuscì a fuggire avventurosamente  in Messico .17 anni dopo tornò in Francia  dove collaborò a molte pubblicazioni anarchiche .La sua opera più importante fu  Hacia una nueva revolucion   scritto nel 1938 e ripubblicato nel 1978.
Brano da commentare: “…. Nell’ opuscolo del 1938 noi dicemmo che tutte le rivoluzioni sono totalitarie. Esse devono essere interpretate e devono esprimersi nel senso che tutte le rivoluzioni sono integrali. Il che vuol  dire che esse non possono essere fatte a metà né trattenute da una parte senza che il grande edificio della rivoluzione venga a trovarsi faccia a faccia con la distruzione. E’ terribile quando si pensa al modo in cui le rivoluzioni finiscono male. La rivoluzione spagnola era destinata a perire dal momento in cui ci fu  il divorzio tra rivoluzione e la guerra. … I comitati di difesa,  le pattuglie di controllo e le collettività vennero dissolti . ….” ( Prefazione di  Jaime Balius  a “ Verso una nuova rivoluzione” (1978)                                                      
 Tra  gli altri membri degli “ Amigos de Durruti, mi limito a segnalare: PABLO RUIZ , sarto e  cofondatore del gruppo insieme a  BALIUS e a FEDERICO MARTINEZ. Nel luglio 1936 partecipò attivamente alla lotta contro il tentativo dei nazionalisti di impossessarsi di Barcellona. Combatté ,poi,  come delegato politico, nella Colonna Durruti e fece parte del comitato rivoluzionario di Pina de  Ebro.  Dopo  l’ ascesa al potere del franchismo  si trasferì in Francia. FRANCISCO CARRENO ( - 1947)  collaboratore della “Escuela Moderna” di Francisco Ferrer sia in Spagna che in Argentina, durante” la rivoluzione si oppose energicamente agli stalinisti e  alla tendenza collaborazionista della CNT.  Esule in Francia divenne nel 1944 segretario  e poi  amministratore della CNT. MAXIMO FRANCO CAVERO (  1915-1939) Condannato nel 1935 a sei anni di prigione fu liberato , durante gli scontri  tra  gli anarchici e i ribelli nazionalisti,  e divenne capo centuria della “colonna  Rojo y Negra” . Dopo la militarizzazione, a cui era contrario, comandò la 127 brigata mista e infine la 1 Divisione. Durante le giornate di maggio del 1937 cercò invano di andare in soccorso ai lavoratori della Centrale telefonica. Nel 1939 sconfisse a  Ciudad Real  i militari stalinisti insorti contro la Giunta Casado.  Alla fine della guerra  si suicidò  per non essere catturato dai fascisti.
Brano da commentare: “ CNT-FAI- Gruppo de Los Amigos de Durruti. Lavoratori! Una Giunta rivoluzionaria. Fucilazione dei colpevoli. Disarmo di tutti i Corpi Armati. . Socializzazione dell’economia. Dissoluzione dei partiti politici, che abbianop aggredito la classe lavoratrice. Non cediamo il controllo delle strade. La rivoluzione innanzitutto. Salutiamo i nostri compagni del POUM che hanno fraternizzato nelle strade con noi. Viva la rivoluzione sociale! Abbasso la controrivoluzione” ( volantino del 5 maggio 1937 degli “Amigos de Durruti”)                                         Bibliografia  : in htpp.// wiki.ic.org/wiki/ La Séréna
                                                                           
  La medesima dinamica  dei fatti di Barcellona fu applicata  pochi giorni dopo  anche a Tarragona (cfr. brano)
Brano da commentare: “ A Tarragona gli avvenimenti del maggio avevano presentato le medesime caratteristiche che a Barcellona. La forza pubblica , dopo avere occupato la Centrale  della Compagnia telefonica, attaccò, sparando copiosamente, i locali della CNT e della  gioventù libertaria. Gli assediati si difendevano valorosamente , ma le forze di polizia contavano politicamente su potenti alleati militari, quali un battaglione di difesa delle coste e la guarnigione di ina base aerea vicina. I libertari furono invitati a deporre le armi dietro la garanzia che non vi sarebbero state rappresaglie contro di loro. Ma una volta disarmati , essi furono dichiarati prigionieri. Numerosi di questi detenuti furono assassinati , e si ritrovò i loro cadaveri nei dintorni della città” ( José Peirats, Une révolution pour horizon..... (traduzione dal francese mia)
Bibliografia:  José Peirats, Une révolution pour horizon . Les anarcho-syndacalistes espagnols, 1869-1939,  Editions CNT-RP & Libertalia, 2013 p. 284
                                                                                     


 MARIO BERUTI ( a volte   Berruti o Berutti o Barutti, alias Pierino Pietro o Aldo Goti) , (1894-1937) . Condannato per  rapina nel 1922, nel 1925, uscito di prigione e sottoposto a vigilanza speciale , riuscì, un anno dopo, poco prima di essere nuovamente arrestato,  ad espatriare in Francia.  Soggiornò anche in  Lussemburgo e in  Belgio , dove  frequentò assiduamente  gli ambienti libertari in esilio, e per un periodo  un po’ più lungo (dal 1931 al gennaio del 1936) militò nella Federacion  Anarquista Iberica (FAI) in Spagna .  Lasciata la Spagna, in quanto ricercato dalla polizia, vi tornò allo scoppio della rivoluzione sociale , il 19 luglio 1936, e combatté  nella  “ centuria dei miliziani della Columna de Hierro. Secondo alcune fonti morì combattendo a Valencia nel febbraio 1937.  Secondo altre fonti, confermate , tra l’altro,  da  Giuseppe Bifolchi  comandante della sezione italiana della Colonna Ascaso ( cfr. post GIUSEPPE BIFLOCHI..…)  Mario Beruti  morì invece, nel maggio 1937,  a Tarragona, ucciso dagli stalinisti .(cfr.  brano)
Brano da commentare:   :  “ L’assalto compiuto da Salas contro la Centrale  Telefonica di Barcellona, era il principio dell’esecuzione d’un piano diretto a interrompere le comunicazioni tra gli organismi anarchici e anarco-sindacalisti dei diversi centri catalani. Infatti, analogo assalto all’edificio telefonico di Tarragona ebbe luogo il 5 maggio alle  otto del mattino. Gli operai impiegati non opposero resistenza e l’occupazione ebbe luogo. L’indomani mattina l’attacco fu diretto contro la sede della Gioventù libertaria con fucileria e bombe a mano. I giovani libertari si difesero e l’attacco fu respinto. Le trattative di pacificazione intavolate riuscirono infruttuose perché i rappresentanti della N.G.T. e del P.S.U.C., si rifiutarono di trattare. Rinnovato l’assalto contro la Gioventù Libertaria, questa cadde nelle mani della polizia. Condizione della tregua, il rappresentante del Governo, il capitano dell’ arma aerea Barbeta, esigeva la consegna delle armi da parte delle organizzazioni anarchiche e anarco-sindacaliste, minacciando in caso contrario di far uso anche dell’aviazione per sottometterle. Anarchici e anarco-sindacalisti si arresero consegnando le armi, dietro promessa che gli arrestati sarebbero stati liberati, che la forza pubblica e i partigiani armati si sarebbero ritirati, e che sarebbero stati rispettati la vita, la libertà e i locali delle organizzazioni anarco-sindacaliste. Promesse vane: nessuno rispetta gli inermi. Alle tre dell’indomani mattina, truppe d’assalto e di Polizia occuparono violentemente il Consiglio della Difesa Interna e poi sferrarono una vera bufera di rappresaglie contro i militanti della CNT e della FAI. In breve tempo   le strade furono disseminate di cadaveri di militanti attivi della nostra organizzazione. Eccone alcuni: Mario Berutti, Baltassar Vallejo (del Sindacato Trasporti Marittimi) , Mateo  Freixas (Trasposti terrestri) , José Gallisa (Sindacato Distribuzione) , Julian Martinez, Ramon Alvarez (Guardia Nacional Republicana), José Castellvi, Francisco Molina (Sindacato Uffici Vari), ed altri 4 cadaveri che non poterono essere fino ad ora identificati.  […] L’identità di questi morti, quasi tutti  funzionari della CNT, dimostra chiaramente quanto sia falsa la leggenda degli “incontrollati”  avanzata dai massacratori a giustificazione della loro infamia .…”  ( Adunata dei refrattari vol. XVI n. 24, giugno 1937

Bibliografia: L’ Adunata dei refrattari, Barricate e decreti. Spagna 36-37 . La rivoluzione infranta,  Gratis  2012,  pp. 194-195
 

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